TRANSFORMERS 4 – L'ETA' DELL'ESTINZIONE

Mariarosa Mancuso

Il coraggio, se uno non ce l’ha, non se lo può dare, diceva il pauroso Don Abbondio nei “Promessi sposi”. Vale anche per i Transformers.

Il coraggio, se uno non ce l’ha, non se lo può dare, diceva il pauroso Don Abbondio nei “Promessi sposi”. Vale anche per i Transformers: se la passione per i Transformers uno non ce l’ha non se la può far venire. Lo diciamo dopo averci provato e riprovato con buona volontà – con “L’età dell’estinzione” siamo al quarto film della serie – e non aver mai trovato interessante la lotta tra gli Autobot e i Decepticon inventati dalla ditta Hasbro e poi sbarcati nei cinema. Paragonati ai robot che si nascondono nelle automobili Camaro gialle, nelle motociclette e nei tostapane, anche il più noioso dei supereroi sembra foriero di appassionanti avventure o quantomeno di psicologie non abbozzate. I Transformers della prima categoria sono buoni e stanno dalla parte degli umani, i Transformers della seconda categoria sono cattivi e gli umani li vorrebbero estinti. Entrambi scelgono la terra come campo di battaglia, riducendola a macerie fumanti: per la gioia degli spettatori cinesi, che a giudicare dagli incassi gradiscono anche più degli americani, qui il combattimento finale ha per sfondo Hong Kong. L’unico piacere che si riesce a strappare – da non fanatici che hanno giocato con i pupazzetti Hasbro a un’età impressionabile -  sta negli effetti speciali. A patto di nutrire per la ferraglia la passione che David Cronenberg ha per i cofani accartocciati delle macchine dopo un incidente. Michael Bay non bada a spese, esagera in tutto tranne che nella trama. Tolto di mezzo Shia La Boeuf, entra in scena Mark Wahlberg, inventore di scarso successo in una Chicago desolata (era il prezzo da pagare per salvare gli Stati Uniti, cinque anni addietro). In un vecchio cinema Art Déco - provvisto di proiezionista che rimpiange i tempi andati, quando non si giravano soltanto remake e sequel, battuta che funge da parafulmine per i critici tiepidi come noi – trova un vecchio camion malandato. Scopriamo trattarsi dell’eroe Optimus Prime, altrettanto malandato ma ricuperabile nell’eterna battaglia tra il bene e il male. Fanno la parte dei cattivi il governo degli Stati Uniti e una multinazionale che intende sfruttare per scopi bellici il “transformium”, sostanza mutante che riesce a prendere qualsiasi forma. Purtroppo c’è finito dentro qualcosa dei Decepticon, cosicché i guerrieri risultanti sono ingovernabili e malvagi.

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