Foto Ap, via LaPresse

in america

Durante il Super Bowl, il mondo Maga prepara un contro-show a Bad Bunny, ma è un po' scarsino

Stefano Pistolini

Il cantante salirà sul palco nello show di metà partita nella finale dell'Nfl. Trump non parteciperà in segno di aperta ostilità con la lega di football americano. Turning Point Usa organizzerà uno spettacolo alternativo battezzato “The All-American Halftime Show” che verrà diffuso in contemporanea con lo show ufficiale

La semplicità del discorso di accettazione del premio per il miglior album dell’anno pronunciato da Bad Bunny ai Grammys, ha colpito gli americani: “Ringrazio Dio. Ma prima dico: via l’Ice. Non siamo animali”. Pochi concetti, ma chiari. Adesso arriva il Super Bowl, oltreoceano l’evento sportivo e televisivo più importante dell’anno. E nell’attesissimo appuntamento dello show di metà partita chi domenica salirà sul palco? Bad Bunny, ovviamente.

La sua scelta ha innescato una reazione viscerale all’interno del movimento Maga, che vede nel cantante portoricano il simbolo di ciò che combatte, a cominciare dal multiculturalismo woke e dall’erosione dell’identità anglofona, per non parlare delle sue scelte di moda gender-fluid. Donald Trump in segno di aperta ostilità, non parteciperà all’evento e di Bunny dice: “Mai sentito parlare di lui. Non so chi sia”, definendo la scelta della lega Nfl “assolutamente ridicola”. Ma la frattura tra la Nfl (in passato titolare di posizioni tutt’altro che progressiste) e l’universo Maga contrappone un’organizzazione che ragiona per mercati globali, secondo scelte di pragmatismo assoluto, e un movimento che tenta di costruire un’infrastruttura culturale parallela. Per la lega, la scelta di Bad Bunny non è un atto politico, ma una decisione basata sui 70 miliardi di stream dell’artista, che garantiscono una penetrazione senza precedenti nel mercato latinoamericano e nella Generazione Z. Roger Goodell numero uno della Nfl, ha ribadito che il Super Bowl è “un palcoscenico per tutti”, affermazione che tende a proteggere innanzitutto gli inserzionisti pubblicitari, il principale dei quali, Apple Music, fin qui ha ignorato le polemiche. Intanto, per evitare incidenti diplomatici, la lega ha intensificato il coordinamento con Roc Nation (la società di Jay-Z che cura lo show), lavorando a una coreografia che celebri la cultura ispanica californiana (il Superbowl si tiene a Santa Clara), ancorando la rappresentazione alla tradizione locale e depotenziando l’accusa di “invasione culturale”.

Troppo poco per soddisfare il campo trumpiano che infatti ha affidato a Turning Point Usa, il polo conservatore fondato da Charlie Kirk e oggi guidato dalla vedova Erika, la creazione di uno spettacolo alternativo battezzato “The All-American Halftime Show”, che verrà diffuso in contemporanea con lo show ufficiale, con l’obbiettivo di celebrare i valori di “fede, famiglia e libertà”. Lo spettacolo privilegerà generi come il country, il classic rock e la musica cristiana ma, nonostante l’enfasi mediatica, fin qui fatica a ufficializzare un cartellone di partecipazioni di rilievo, anche a seguito di alcuni rifiuti eccellenti, come quelli di Nicki Minaj, simpatizzante Maga, e quello di Kid Rock, vecchio beniamino dei suprematisti, che ha fatto sapere di vedere la sfida come un duello tra “Davide e Golia”. E’ tutto ancora da vedere, dunque, se questo tentativo di contronarrazione riuscirà a intaccare i numeri record previsti per l’esibizione di Santa Clara o se rimarrà una protesta simbolica confinata ai social media, pur potendo contare sul finanziamento dell’ecosistema di aziende che si rivolgono ai consumatori di destra, tra cui PublicSquare, piattaforma di e-commerce antiwoke, Patriot Mobile, operatore di telefonia cristiano-conservatore, e Black Rifle Coffee, habitué degli eventi patriottici. Il problema principale per Turning Point Usa resta la distribuzione: senza un accordo coi grandi broadcaster, lo show alternativo sarà costretto a trasmettere su piattaforme come X, limitando l’accesso al grande pubblico generalista.

Quel che è certo è che anche il Super Bowl, inteso come ultimo rito unificante d’America, momento in cui l’intera nazione guarda le stesse immagini, ora finisce in soffitta. Intanto Kristi Noem, segretaria alla Sicurezza nazionale avverte che gli agenti dell’Ice saranno ovunque durante l’evento. Bad Bunny lancia il guanto di sfida e promette un set integralmente in spagnolo. E un comico mette in circolo una battuta: “Vedremo resuscitare Vanilla Ice con quella sua unica hit: ‘Ice, Ice, Baby’”.

Di più su questi argomenti: