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Il sol dell’anima

“Rigoletto” secondo Mario Bortolotto, o una Critica della ragion teatrale per il melodramma verdiano. Esce, postumo, “Il viandante musicale”

2 Luglio 2018 alle 13:11

Il sol dell’anima

Mary Cassatt, “Nel palco” (all’Opéra Garnier - particolare), 1878 (Boston, Museum of Fine Arts)

Anticipiamo in questa pagina alcuni passi, dedicati a “Rigoletto”, de “Il viandante musicale” (517 pp., 32 euro), una raccolta di saggi e articoli di Mario Bortolotto che Adelphi manda in libreria a poco meno di un anno dalla scomparsa del musicologo e critico musicale, storica firma del Foglio. Il volume, per le cure redazionali di Jacopo Pellegrini e Roberto Colajanni, sarà in vendita da martedì 3 luglio.     Più passa il tempo, meno riusciamo a comprendere come la cosiddetta...

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Mario Bortolotto

Nella cultura contemporanea, Mario Bortolotto conserva da decenni il suo posto singolare e autorevole accanto a Pietro Citati, di cui è ottimo amico, a Roberto Calasso, in cui da maestro ha scoperto un editore, e ai grandi compositori moderni come Boulez, Stockhausen, Bussotti, Berio, Donatoni, con i quali negli anni Sessanta seguiva  i seminari estivi della scuola di Darmstadt. Diplomato al conservatorio di Venezia, Bortolotto infatti è un musicista, prima che un musicologo e un connaisseur stimato nel mondo. Ha scritto saggi memorabili, dal Lied romantico a Wagner, da Strauss a Debussy, ed è anche uno degli ultimi grandi conversatori in circolazione. Scontroso all’apparenza e solitario, ha uno spirito caustico capace di ipnotizzare l’interlocutore per ore.

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