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Gli autogrill

E' agosto e quelli che hanno scelto l'automobile per raggiungere i luoghi di vacanza, volenti o nolenti, almeno una volta ci si sono fermati. Ecco allora una scelta di frasi da dire quando si va all'autogrill.

20 Agosto 2010 alle 00:00

– Quelli italiani almeno sono allegri, mentre in Francia sono squallidi e per di più così distanti l’uno dall’altro che in autostrada si corre il rischio di farsela addosso.

– Che per guadagnare l’uscita si debba fare il giro di tutto l’autogrill è una grande intuizione di marketing, altrimenti chi acquisterebbe dei parallelepipedi di mortadella? Accennare a Marcovaldo di Calvino denota buone letture.

– Ulisse, Icaro, Apollo, Ischia, Capri, Camogli, Positano, Rimini, Dolomiti: ma i product manager della Autogrill S.p.A. avranno fatto il classico o l’alberghiero?

– Mentre siete in fila per ordinare un panino insieme a un pulmann di tifosi di calcio osservare ad alta voce che il Granprovolo è più raro di Pizzaballa e stare a vedere chi coglie il riferimento.

– Se qualcuno nota con nostalgia come la figura della custode delle toilette sia quasi scomparsa, lanciarsi in un’appassionata difesa del progresso citando gli antibiotici, lo statuto dei lavoratori e internet.

– In attesa di essere serviti riflettere su quanto deve essere faticoso lavorare a contatto con il pubbico per tante ore con quella confusione. Quindi ordinare sette caffè tutti diversi.

– Ma, esattamente, nella rustichella che cosa cazzarola c’è?

– Constatare con un misto di ammirazione e invidia la quantità di scontrini che emettono le casse e concludere che sono una miniera d’oro. Di seguito rimpiangere di aver fatto l’università.

– Negli anni Sessanta gli autogrill si chiamavano Pavesi o, più familiarmente, Pavesini. Ricordarlo qualifica come sapidi osservatori dell’evoluzione del costume.

– Davanti alla noce di prosciutto al pepe provare lo stesso sconcerto provato davanti al monolite di 2001: Odissea nello Spazio.

– Indignarsi che gli ingredienti dei Muffin non specifichino se i monodigliceridi degli acidi grassi siano di origine vegetale o animale. Solo se il vostro matrimonio è in fase terminale da dieci anni.

– Acquistare cd con i grandi successi di Rocky Roberts o Antonio Vivaldi. Giustificarsi con il prezzo convenientissimo, quindi dimenticarli nelle tasche delle portiere.

– Se la vostra marca di sigarette è già terminata dibattersi nel dilemma se comprarne un’altra, guastandovi parte del piacere, o fermarsi anche al prossimo autogrill, guastandovi la media oraria.

– Incappando nell’automobilista che non chiude la porta del wc lagnarsi ad alta voce con gli altri frequentatori della toilette della dilagante piaga della claustrofobia.

– Acquistare dei biscotti casomai vi venisse un languorino durante il viaggio anche se siete quasi arrivati. Litigare con il partner per i Ringo o i Loacker al cioccolato.

– Nel caso la vostra auto non abbia l’autoradio incorporata, occultarla sagacemente sotto il sedile prima di scendere. Se qualcuno lo fa, chiedere subito che cosa nasconderà mai sotto le zerbino di casa.

– Se nel parcheggio cercano di vendervi degli oggetti di valore (orologi, videoregistratori, macchine fotografiche) commuoversi per l’ingenuità e rievocare i tempi in cui anche la malavita aveva il suo codice di comportamento.

– Chi fatto studi classici può utilmente segnalare la correttezza etimologia del panino con la cotoletta giacché, come suggerisce la “a” privativa di Apollo, in quella cotoletta c’è tutto meno che del pollo.

– Ma quando Guccini ha scritto “Autogrill” gli autogrill erano già di Benetton? Se qualcuno lo chiede negare recisamente, ma restarne turbati.

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