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E Pablo s'innamorò di Napoli

Un secolo fa. “Cantiamo e siamo felici”, scriveva Cocteau alla madre mentre Picasso dipingeva, rapito dalla bellezza della città e influenzato dalle sue tradizioni. Una mostra tra Pompei e Capodimonte

12 Giugno 2017 alle 16:07

E Pablo s'innamorò di Napoli

Pablo Picasso, "Sipario del balletto 'Parade'", 1917, ora in mostra a Napoli (Photo Centre Pompidou, Dist. RMN-Grand Palais / Christian Bahler / Philippe Migeat - Succession Picasso by Siae 2017

Credo che nessuna città al mondo possa piacermi più di Napoli”, scrisse in una lettera indirizzata a sua madre Jean Cocteau (1889-1963), rapito dalla bellezza e dalle mille contraddizioni di quella Montmartre araba “dove l’antichità brulica”, il disordine dà vita “a una kermesse che non ha mai sosta”, il Vesuvio “fabbrica tutte le nuvole del mondo” e il mare blu scuro “scaglia giacinti sui marciapiedi”. Che non sia una città come le altre, è fuori discussione, perché non si può...

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Giuseppe Fantasia

È nato a L’Aquila, ma vive a Roma, ha una laurea in Legge, ma ha scelto di fare il giornalista. Scrive per l'HuffPost Italia, Marie Claire ed Elle Decor. Su Il Foglio si occupa delle pagine culturali, scrive di libri, arte e spettacolo e ogni giovedì c'è "Odo Romani far Festa", la sua rubrica da cui viene fuori tutto il meglio (e il peggio) delle feste della Capitale e non solo. GiFantasia su Twitter, @gifantasia, su Instagram

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