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Banche da ballo

Fra trame, sospetti e rumori fuori scena, il mondo del credito cerca di trovare nuove strade. Nel 2016 altri crediti avariati: 32 miliardi

21 Maggio 2017 alle 06:00

Banche da ballo

Kevin Spacey in "Margin call" di J. C. Chandor (2011)

È finita? No, non è finita. Non lo è per la magistratura, né per la politica, tanto meno per i mercati o per le famiglie e le imprese che hanno bisogno di uscire dalla Lunga Recessione. La crisi bancaria italiana sembra proprio una storia senza fine. Il ragazzone si slaccia il bottone dorato del blazer blu e alza le spalle con aria desolata. Lavora in una società specializzata in titoli marci, crediti non esigibili, derivati ad alto rischio. È un...

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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