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Giostre elettorali

Sembra incredibile ma è vero: anche il sistema proporzionale, che è appena tornato di moda, ha una sua storia. Eccola

13 Febbraio 2017 alle 08:44

Giostre elettorali

La solida tradizione maggioritaria britannica ha visto comunque in John Stuart Mill uno degli apostoli più agguerriti del proporzionale (nell’immagine, una seduta del Parlamento irlandese nel ’700)

Ha scritto Gianfranco Pasquino che “dopo trentacinque anni di dibattiti e almeno cinque riforme dei sistemi elettorali italiani, c’è ancora molto bisogno di spiegare, soprattutto in Italia, che cosa è un sistema elettorale, quante varietà ne esistono, come sono venute in essere, quali obiettivi perseguono e con quali criteri debbono essere valutati e, eventualmente, modificati” (“Tradurre i voti in seggi”, Lectio brevis all’Accademia dei Lincei, 11 marzo 2016). Queste notazioni dell’eminente politologo sono più attuali che mai. I partiti attendevano...

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Michele Magno

È nato nel 1944 in terra di Puglia (si dice così). Comunista pentito, ma non troppo. Sindacalista pentito, ma non troppo. È ancora di sinistra, ma non troppo. Lazialissimo. Non è mai stato togliattiano né berlingueriano. Ha avuto maestri diversi, ma tutti buoni (Lucio Colletti, Luciano Lama, Bruno Trentin). Ha scritto libri noiosissimi sulle trasformazioni sociali e del lavoro, sconosciuti ai più. In compenso, ha letto Marx ed è amico di Duccio Trombadori, che lo presentò a Giuliano Ferrara dieci anni fa.

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