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La strage delle studentesse in Spagna e le novità in Libia

L’apertura dei giornali è per la tragedia delle studentesse uccise nell’incidente stradale in Spagna. E’ un’incalcolabile perdita di futuro. E le parole sono vane, come i titoli, ormai. Quali altri articoli leggere?

21 Marzo 2016 alle 11:17

Santa Benedetta Cambiagio Frassinello

 

Titoli. L’apertura dei giornali è per la tragedia delle studentesse uccise nell’incidente stradale in Spagna. E’ un’incalcolabile perdita di futuro. E le parole sono vane, come i titoli, ormai. Quali altri articoli leggere? Primo caffè, Corriere della Sera: “Un patto civico nei Comuni”, è l’editoriale di Ferruccio De Bortoli, azzeccatissimo. “Dannoso lanciare idee su redditi di cittadinanza con i bilanci già dissestati. Ingannevole prefigurare un futuro di servizi municipali scandinavi quando le strade sono piene di buche e di spazzatura. Il miraggio della gratuità, poi, è semplicemente diseducativo. Un buon sindaco può fare molto per la sua città, ma è difficile che muti i destini di un Paese o incida sul processo di globalizzazione. Fa una certa tenerezza leggere nel piano strategico della città metropolitana di Reggio Calabria la promessa di felicità per i propri cittadini. Suscita persino simpatia il movimentismo planetario del sindaco di Messina che se ne va in giro con la maglietta «Free Tibet», evidentemente preoccupato di attirare investimenti cinesi in Sicilia”. Mi pare abbastanza. Titolo di taglio: “Migranti, fermato il piano. «Più tempo per i rimpatri»”. Ecco, la Grecia è già in panne, la Turchia ha il freno a mano tirato (e resterà così, inutile illudersi) e sta per arrivare l’estate. Cosa fa Repubblica? E’ sempre più all’estero, d’altronde pare che nell’era Renzi manchino gli argomenti di politica interna sui cui discutere e dunque, vai con Barack: “Obama, abbraccio a Cuba. Qui con voi per la storia”. L’Italia invece interessa moltissimo quando c’è Berlusconi di mezzo, titolo a centro pagina: “Mediaset, il piano Bollorè-Berlusconi”. Svolgimento: “Le tv di Mediaset potrebbero presto finire sotto le insegne francesi. Ed essere inglobate dal colosso dei media Vivendi guidato da Bolloré”. E’ qualcosa di più raffinato, sul piano editoriale e tecnologico, perché convergenza dei mezzi, datastream e opzioni multipiattaforma impongono alleanze tra soggetti che fanno mestieri diversi e fondono le esperienze. O le fusioni e alleanze si possono fare solo quando riguardano la carta stampata? Altro? Giro di titoli, rapido. Libero fa tutto Fisco: “Guida per fare il 730 e pagare meno tasse”. Il Giornale è allo sportello bancario: “Terremoto al governo. Il padre della Boschi indagato per bancarotta. Un verbale lo inchioda”. La storia c’è, vedremo l’esito. Il Fatto Quotidiano punta su Carrai, l’amico di Renzi candidato  (forse) a guidare la struttura di governo sulla cybersicurezza: “La rete occulta di “007” Carrai: fondi esteri, spioni e faccendieri”. Carlino-Nazione-Giorno in filodiffusione: “Migranti, il grande caos”. Un caffè ar vetro e Il Messaggero: “La cura per risanare Roma: rigore e dieci miliardi in più”. Al titolare di List il caffè è andato di traverso, altri soldi? No, avete sperperato tutto, spolpato l’osso, ora arrangiatevi. Non ci riuscite? C’è solo una via, dura e concreta: a Roma serve la Trojka. Buona giornata.

 

Renzi, “i suoi” e gli altri. In agenda c'era la riunione della direzione del Pd, che però è stata rinviata e aggiornata al 4 aprile. Finora è sempre andata così: Renzi fa la sua relazione, replica piccata della minoranza che si conta e si scopre minoranza nella minoranza, esito finale tutti fanno pippa e si fa come dice il segretario. Agenda: trivelle (e qui Renzi dovrebbe dire che il referendum fa male e però dovrebbe anche spiegarci perché allora il Pd dichiara l’astensione), i voti di Verdini (necessari) e le primarie per le amministrative da vedi Napoli poi muori.

 

Che succede in Libia? Non è sparita dai radar (anche se il governo non ne parla), in Libia succede di tutto. Isis ha una sua strategia, i libici hanno un governo che di unitario ha solo il nome (e infatti il premier Fayez al Sarraj ha perso i due vicepremier vicini al generale Haftar) i ministri della Difesa di Francia, Regno Unito e Italia continuano a studiare i piani per un intervento militare.

 

 

Il Sirtaki continua. La Grecia è nei guai seri. L’accordo tra Ue e Turchia la esporrà probabilmente più di prima agli sbarchi. E infatti ieri sulle coste elleniche sono sbarcati mille migranti. Atene ha bisogno di tutto, denaro e persone per fronteggiare l’emergenza che nei prossimi mesi – arriva l’estate – sarà di ben più grandi proporzioni. Quali sono i numeri? Politico snocciola un paio di numeri: Germania e Francia invieranno 600 poliziotti e funzionari per esaminare le pratiche d’asilo. E’ solo l’inizio: servono altri 1100 poliziotti e altri 200 esperti d’asilo. E poi? Siamo nelle mani dei turchi.

 

Apple e iPhone low cost. Come frenare il declino delle vendite di iPhone per saturazione del mercato e concorrenza? Apple l’ha pensata semplice: ne faccio uno che costa poco. Bene, questo significa che l’azienda della mela ha un problema di ricavi futuri. Non solo, ma è anche la fine dell’immagine da club esclusivo della tecnologia che Apple aveva costruito anche sulle politiche di prezzo (alto). E’ la fine di un’era, non è la fine di Apple.

 

21 marzo. Jimmy Carter annuncia il boicottaggio degli Stati Uniti ai Giochi Olimpici di Mosca 1980.

 

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