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Occorrono doti divinatorie non comuni per interpretare il verbo di Mattarella

Era la notte del primo discorso di fine anno di Sergio Mattarella e l’accoglienza è stata quella riservata di solito ai discorsi di fine anno dei presidenti della Repubblica: retorica plaudente da una parte, critica feroce dall’altra. E’ stato (e sarà) un periodo complicato per i “quirinalisti”, Mattarella parla poco, quando un rumore affiora dalle sue labbra, dice ancor meno del suono emesso.

1 Gennaio 2016 alle 10:20

Occorrono doti divinatorie non comuni per interpretare il verbo di Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto LaPresse)

Maria Santissima Madre di Dio

 

(Web)Titoli. Buon anno a tutti dal titolare di List. Stamattina c’è il caffè (ne serve più del solito) ma non i quotidiani in edicola. Nessun problema per List, le notizie corrono anche senza la carta, facciamo un giro di titoli online. Era la notte del primo discorso di fine anno di Sergio Mattarella e l’accoglienza è stata quella riservata di solito ai discorsi di fine anno dei presidenti della Repubblica: retorica plaudente da una parte, critica feroce dall’altra. E’ stato (e sarà) un periodo complicato per i “quirinalisti”, Mattarella parla poco, quando un rumore affiora dalle sue labbra, dice ancor meno del suono emesso. Insomma, occorrono doti divinatorie non comuni per interpretare il verbo del Quirinale. Ci sono anche i messaggi di fine anno di due capi di governo che List monitora sempre con il suo radar: Angela Merkel e David Cameron. Concreti, al cuore dei problemi, capaci di andare anche controvento e sfidare l’opinione pubblica su temi delicati (immigrazione per Merkel, l’Europa per Cameron). Discorsi senza gufi e senza l’ansia di apparire uomini comuni quando in realtà ciò che serve è l’eccezionalità per affrontare un momento di eccezionale difficoltà storica. Partiamo da Mattarella. Il Corriere della Sera nella sua home page affida il commento al buon Marzio Breda che nella denuncia della corruzione individua il centro del messaggio mattarelliano: “La legalità, del resto, si delinea ormai come l’autentica mission di questo settennato, se non altro perché il capo dello Stato sente di poter esprimersi a nome della «quasi totalità dei nostri concittadini… che credono nell’onestà e pretendono correttezza”. E Repubblica? Ha sfornato una pagina interattiva con il tag cloud dei discorsi di tutti i presidenti della Repubblica dal 1948 a oggi.  Repubblica ci racconta scenografia e prossemica: “Il suo primo discorso di fine anno lo ha voluto fare seduto in poltrona, rompendo una prassi ultradecennale. Il presidente della Repubblica ha scelto un ambiente e un'atmosfera familiare. Non c'è più lo studio ufficiale di Giorgio Napolitano e Carlo Azeglio Ciampi, che sedevano dietro la scrivania, ma quasi un uomo comune seduto in poltrona nel salotto dei suoi appartamenti privati al terzo piano del Quirinale. Sullo sfondo, in primo piano, le bandiere dell'Italia, dell'Europa e della presidenza della Repubblica. Poco più dietro, un camino spento, una stella di Natale e un tavolo con sopra una campana di vetro contenente un presepio artistico, della tradizione napoletana”. Quasi un uomo comune. Vabbè, andiamo avanti. Alla Stampa comincia l’era di Maurizio Molinari. Il neo direttore si presenta in video, un minuto e trenta al volo sulla contemporaneità, un discorso che vola alto con molte pause d’emozione e un sorriso finale. Buon lavoro da List. Notizie? Ugo Magri fa l’analisi del discorso di Mattarella: “In sostanza Mattarella ci ha detto che, nei prossimi dodici mesi, l’abituale dialettica tra (e dentro) i partiti verrà dominata dai problemi concreti, dalle «difficoltà e speranze» di cui il Capo dello Stato ha stilato una lunga lista”. Ottimista. Sul Sole 24Ore Lina Palmerini punta la lente sul destinatario finale del messaggio del Quirinale: “Colpisce, nel primo discorso di Sergio Mattarella una grande assente, la politica. Chi si aspettava di ascoltare moniti o richiami, giudizi o sollecitazioni non ha trovato sponde in questo messaggio di fine anno che ha avuto un solo interlocutore, gli italiani”. Questa è l’immagine prevalente, tanto che il Fatto Quotidiano la mette giù così: “Mattarella al fianco degli italiani in difficoltà”. Altro? List segnala sul sito del Giornale un reportage di Mary Tagliazucchi tra i cristiani perseguitati in India per la serie “Gli occhi della guerra”: “Stuprati e uccisi dagli induisti". Buon primo dell’anno.

 

Il messaggio di David Cameron per il 2016. Il primo ministro inglese spiega che sarà un anno decisivo per il futuro del Regno Unito. Vedere alla voce referendum per la permanenza (o no) in Europa.

 

… e quello di Angela Merkel. La cancelliera ha richiamato i tedeschi all’unità nel sostegno ai rifugiati della Siria. E’ stato questo il tema al centro del messaggio della Merkel.

 

Bail-in al via. Oggi entrano in vigore le nuove norme europee sui salvataggi bancari, il bail-in. Che cosa cambia nella gestione delle crisi bancarie? Ne abbiamo avuto un preludio con il salvataggio delle quattro banche italiane poche settimane fa. La fine del 2015 è stata segnata dall’esplosione del qualunquismo bancario, un frullato misto di populismo e ignoranza dei fatti. Da oggi cambia tutto e questo è il mondo reale, non la polemica sui provvedimenti che i partiti italiani votarono senza batter ciglio a Bruxelles, Strasburgo e Roma. Ecco cosa c’è da sapere, via Bankitalia.

 

Allarme terrorismo a Monaco. Chiuse due stazioni ferroviarie di Monaco di Baviera. Evacuata quella centrale e quella di Pasing. Tra i 5 e i 7 kamikaze legati all'Isis avrebbero dovuto farsi saltare in aria nelle due stazioni. Si tratterebbe di iracheni già individuati. Link:

 

Le città fantasma della Cina. Scoperte grazie ai big data. La costruzione di nuovi centri urbani e i movimenti della popolazione non coincidono. Le città fantasma sono almeno una cinquantina.

 

1° gennaio. Nel 1959 Fulgencio Batista lascia Cuba. Comincia l’era di Fidel Castro.

 

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