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Renzi pensa a tagliare l'Ires, Mondadori si prende Rcs libri

Sintesi: “127,5 milioni di euro. «Risorse per investimenti, rafforzata la struttura finanziaria». Calasso rileva l’Adelphi”. Una storia frutto di debiti, scelte sbagliate e alla fine con una strada obbligata: andare tra le braccia della più solida Mondadori. E Calasso? Ha fatto la cosa giusta per la sua casa editrice. E’ per tutti un nuovo inizio.

5 Ottobre 2015 alle 09:40

Renzi pensa a tagliare l'Ires, Mondadori si prende Rcs libri

San Placido, monaco, discepolo di san Benedetto.

 

Titoli. E’ lunedì e i titoli dei giornali passeggiano in (dis)ordine sparso. C’è il Papa che dà la linea del Sinodo, c’è sempre molto Renzi, ci sono i tuoni e fulmini del maltempo in Costa Azzurra. Una tassa qui, un redditometro là e la Viola in testa. Primo caffè, Corriere della Sera: “Il Papa: la Chiesa con le porte chiuse tradisce se stessa”. Come spesso accade a Bergoglio, una frase che vuol dire tutto e/o niente. Sarà da decrittare. Altro? A centro pagina c’è la foto sul maltempo (brutta, la foto), di taglio la rivoluzione renziana del canone: “Canone ridotto e nella bolletta Renzi: «Così pagheranno tutti»”. La vera notizia per via Solferino è in un titoletto sotto il taglio basso: “Rcs Libri venduta alla Mondadori”. Sintesi: “127,5 milioni di euro. «Risorse per investimenti, rafforzata la struttura finanziaria». Calasso rileva l’Adelphi”. Una storia frutto di debiti, scelte sbagliate e alla fine con una strada obbligata: andare tra le braccia della più solida Mondadori. E Calasso? Ha fatto la cosa giusta per la sua casa editrice. E’ per tutti un nuovo inizio. In bocca al lupo. Cosa dicono a Repubblica? Pare siano rimasti colpiti da Matteo e Denis. Ecco il titolo: “Renzi su Verdini: “Così aiuta l’Italia”. Tagli Ires dal 2016. Pensosissimo titoletto del Diamanti: “Cosa resta della politica se la tv diventa il nemico”. Vista la tv, resta la politica. Altri colpi di genio? No, ma a Repubblica il lunedì è tutto un fiorir d’esperienze, racconti, consigli, indirizzi obbligatori, pensieri ipercorretti. Tutto fila liscio, la via è giusta, il mondo deve essere proprio così e il lettore è sollevato dal fastidio di guardare la realtà da altri punti di vista. E poi escono gay e dissidenti come funghi nella Chiesa, dunque “pepare” la pagina non è un’impresa: “L’allievo del Papa sfida il teologo gay: “Danneggia la Chiesa e noi omosex”. Una guerra di “coming out”, ormai, ma tranquilli rimette ordine nel caos Walter Siti: “Perché non è solo una questione di sesso”. E poi dite che non ci sono più certezze. C’è altro? Repubblica sottolinea la fiera “resistenza” di Calasso a Marina Berlusconi: “I libri Rizzoli alla Mondadori. Ma nel colosso Adelphi non c’è”. Penso che dalle parti del laghetto di Segrate se ne faranno una ragione. Poi? Pensieroni rivelatori, parole che restano scolpite nella storia: “Quelle bombe sui medici eroi e la profezia amara di Camus”, dove si scopre una cosa davvero notevole, mai immaginata qui a List: “Una bomba non ha stati d’animo”. Andiamo a Washington, qui il giornale più venduto è la Stampa (di Torino) che fa parlare Donald Trump, spiega la corsa zoppa di Hillary e Bush, fa un titolone sulla Costa Azzurra. Titoli dal Piemonte? Cronache da Torino? Giammai, non sono così provinciali. Però, aspetta, ecco, c’è qualcosa che ricorda il luogo natìo: “Langhe Roero e Monferrato”. E’ la pubblicità. Un lunedì tranquillo e pacifico lo trovate sul Giornale, dove fioriscono titoli da tisana: “Promesse false, stangate certe. Il premier vende sogni in tv: meno imposte e crescita del Pil. Mentre è in arrivo l’eurobalzello sulle multinazionali”. Catenaccione nero: “E Mondadori compra i Libri Rcs per 127,5 milioni”. Quasi fosse una rivincita sull’establishment pensoso e tiè. Il gruppone di quotidiani Carlino-Nazione e Giorno, fa il titolo a reti unificate: “Renzi: canone tv in bolletta”. Money? Come farli, come risparmiarli, come salvarli dal Fisco. Il Sole 24Ore: “Lotta all’evasione, il fisco riparte dal redditometro”. Il vero tema di discussione al bar stamattina però è un altro. La Gazzetta: “Napoli spacca Milano. La Viola scappa via”. Il Milan era in bambola, facile per il Napoli. Fiorentina in testa alla classifica da sola. Il vero giglio magico. Buona giornata.

 

No Fly Zone in Siria? Impossibile, ci vola la Russia. E ha il dominio del cielo (via Financial Times)

 

 

Taglia sui russi. I terroristi di Al-Nusra hanno messo una taglia di 19 mila euro su ogni soldato russo catturato.

 

Germania e immigrati. La Bild ha pubblicato un rapporto confidenziale con i numeri dei profughi attesi in Germania entro quest’anno: 1,5 milioni. Significa un numero di ingressi tra i 7 e i 10 mila al giorno.

 

Senato. Prosegue l’esame della riforma costituzionale. E Grasso deve prendere una decisione su Barani.

 

L’Ilva brucia cassa. In nove mesi ha bruciato 400 milioni di cassa. Da luglio a settembre ha perso 50 milioni al mese. Il break even è a ottomila tonnellate d’acciaio prodotto all’anno. La realtà è che oggi non arriva a 5 milioni di tonnellate. Prima dell’intervento della magistratura. Era un’azienda che produceva utili e assicurava posti di lavoro. Oggi brucia cassa e sembra avere un futuro sempre più incerto. Forse è arrivato il momento di fare una riflessione seria sull’acciaio. Il governo deve decidere se avere ancora l’acciaio in Italia o no.

 

La Viola in vetta. Ieri ha regolato i conti in casa con l’Atalanta (in dieci) senza problemi. E ora è in vetta alla classifica, solitaria. Si apre una nuova era calcistica e politica? I segni ci sono tutti. Sul Foglio li ho messi insieme: “Renzi, lo sport, il potere”.

 

5 ottobre. Nel 1962 viene proiettato nel Regno Unito il primo film di James Bond: Licenza di uccidere (Dr. No). Nascono due icone del cinema: Sean Connery e Ursula Andress. E comincia il successo di Bond sul grande schermo.

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