cerca

Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Risiko Putin a Damasco. Dove sono Europa e America?

L'Occidente sta organizzando l’accoglienza, ma la politica estera non c’è perché bisogna nominare una parola scomoda: guerra. Obama fa quello che gli basta per lavarsene ancora le mani: accoglie diecimila profughi siriani.

11 Settembre 2015 alle 09:42

Risiko Putin a Damasco. Dove sono Europa e America?

Vladimir Putin (foto LaPresse)

Santi Proto e Giacinto. 

 

Titoli. Siria, Russia, Austria. America. In attesa che decollino le storie di Palazzo (tra poco, ci risiamo) i giornali impaginano il dramma dei profughi e il risiko di Putin nel campo di battaglia di Damasco. Dov’è l’Europa? E dove sono gli Stati Uniti? Stanno organizzando l’accoglienza, ma la politica estera non c’è perché bisogna nominare una parola scomoda: guerra. Primo caffè, Corriere della Sera: “Russia in Siria, tensione nei cieli”. Sembra l’inizio di un preghiera, ma è l’Ucraina che vieta lo spazio aereo ai voli di Mosca. Chissà cosa accadrà, nel frattempo, Obama fa quello che gli basta per lavarsene ancora le mani: accoglie diecimila profughi siriani. E la guerra? Non c’è, o meglio c’è per gli altri, i siriani che muoiono ammazzati, sgozzati, torturati. La guerra c’è per gli iracheni decapitati dall’Isis, c’è per i libici massacrati, c’è la guerra, sì, e si fermerà solo con un’altra guerra. Bernard Henry Levi sul Corriere dice che gli assassini di Isis “saranno sconfitti perché sono pessimi soldati”. Certo, a patto che ci sia un vero esercito a combatterli. E per ora non c’è. Vediamo cosa scrive Repubblica: “Austria, un altro no. Renzi: sui profughi serve una svolta Ue”. Ok, l’abbiamo capito. Andiamo avanti. Cose curiose? Be’ il centrino polare di Alfano si sta squagliando: “Fuga da Ncd, allarme per il governo. Il premier: la coalizione non rischia”. Sarà così, ma i segnali di scongelamento degli alfanoidi sono evidenti. Altri segnali dal pianeta Alfano? Li ha captati il Fatto Quotidiano: “Il governo nelle mani di Alfano. “Faremo il ponte sullo Stretto”. La Stampa piazza in prima pagina la foto di Naledi, il nostro antenato che viene dal Sudafrica. Sembra un’immagine tratta dalla superserie del Pianeta delle Scimmie. Cinema. E’ la stessa foto che pubblica anche la Stampa (di Torino) che piazza in apertura un’intervista a Ban Ki Moon, il segretario generale dell’Onu: “L’Europa apra i confini per accogliere chi fugge dalla guerra in Siria”. Ok, l’abbiamo capito, again. Alt, fermi tutti. Non si cambia giornale, c’è Gramellini che si occupa di Agnese Landini (Renzi), moglie del premier che afferma: “Speravo in un incarico a Firenze, già a Empoli sarei stata costretta a rinunciare per i miei figli. Le mamme sanno cosa vuol dire”. Eccolo, il chiodo per appendere il quadro buonista, tutto caramelle e nutella, e dare due schiaffoni al papà insensibile, il Renzi che non lo sa. Gramellini lo sculaccia a dovere: “Prima di definire ingrate e scansafatiche certe insegnanti, come hanno fatto alcuni membri del governo, bisognerebbe riflettere sulle parole della professoressa precaria di Firenze. Tanto più che di nome fa Agnese e di cognome Landini (nell’anima). Renzi da sposata. Perché una mamma lo sa. Sono i papà che a volte se ne dimenticano”. E ora? S’apre una crisi coniugale via Gramellini? Si cambia la legge e chissenefrega se milioni e milioni di italiani si spostano per andare al lavoro senza pretendere che il lavoro vada da loro? Si spostano gli alunni dove non ci sono (al Sud) per consentire a Gramellini e alla moglie di Renzi di esultare e cantarle a quell’impiastro di Matteo? Si fa un piano nazionale di natalità dove si premiano con migliaia di euro le coppie del Meridione che fanno bambini? Si deportano – ah, la deportazione – intere famiglie del Settentrione nel Meridione creando nuove imprese di Stato e riaprendo la Cassa per il Mezzogiorno? Si chiede una consulenza al mago Silvan? Che bello esser Gramellini, è un viaggio continuo fuori dalla realtà. Andiamo avanti. Soldi ai partiti? E’ una cassa che non si esaurisce mai. Apertura di Libero: “I fondi segreti ai partiti”. Svolgimento: “Per la prima volta in 70 anni, Renzi e il Pd hanno abolito l’obbligo di rendere pubblici i finanziamenti alla politica: cala il silenzio su milioni di euro. Saltano anche i controlli: rimborsi senza verifica sui bilanci”. E’ sempre fiesta. Cose de destra? Su Giornale: “Salvini a Berlusconi: pronto alla lista unica”. Ah, la Lega, i descamisados e gli incravattados de destra, la piazza, la gogna, l’urlo, l’opposizione senza posizione. Su Salvini e Co. Claudio Cerasa sul Foglio scrive un pezzo di antropologia politica, titolo: “Di Maio, Salvini e il partito degli ex scravattati. Emblema supremo di un nuovo modello di leadership: l’uomo sòla al comando”. Portafoglio e bottega sono sul Messaggero: “Banche, scudo ai correntisti”. Ma il titolo da sballo di pressione è a centro pagina: “Il concorso scandalo per i vigili di Roma: rischio annullamento”. Sempre Capitale, Roma. Le cronache della tempesta valutaria in corso le trovate sul Sole 24Ore: “Brasile declassato a «junk» Pechino apre sullo yuan”. Diceva Gordon Gekko: “E’ tutta una questione di soldi, il resto è conversazione”. Buona giornata.

 

Renzi e il Kuwait. Oggi riceverà alle ore 13.30 a Villa Doria Pamphilj, il primo ministro del Kuwait, Jaber Mubarak Al-Hamad Al-Sabah. Vedere alla voce “investimenti”.

 

Palazzi. Partenza al rallentatore per Camera e Senato. Alle 18 di ieri gran parte dei parlamentari era trolleyzzata e in viaggio verso casa. Nell’ordine del giorno di Montecitorio oggi ci sono interpellanze urgenti (roba da pienone) e a Palazzo Madama si riuniscono direttamente martedì prossimo. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, è alla Summer School dell’Università di Milano. La presidente della Camera, Laura Boldrini, sarà alla tenuta di Castelporziano con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per la cerimonia di chiusura del campo scuola per i disabili.

 

Numeri che contano. Big day, l’Istat pubblica i dati della produzione industriale di luglio, e i dati dell’export delle regioni nel primo semestre.

 

Nato. I comandanti dell’Alleanza si incontrano per tre giorni a Istanbul. Agenda: Siria, Russia, Ucraina, Afghanistan.

 

Catalogna, che si fa? Il referendum separatista si terrà il 27 settembre. L’esito appare scontato: sì. E dopo? Il premier Mariano Rajoy avrà una bollentissima patata tra le mani.

 

Volare. Dopo gli incendi e il caos estivo, Enac ha convocato i vertici di Alitalia e di Aeroporti di Roma. Oggetto: fare il punto sugli investimenti a Fiumicino.

 

Rally romano. Sì, c’è anche questo: conferenza stampa di presentazione del "Rally di Roma Capitale 2015".

 

11 settembre. 2001, attacco alle Twin Towers.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi