cerca

Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

L'emergenza da (s)ballo, Renzi l'africano e la partenza falsa della Borsa di Atene

La crisi delle discoteche campeggia sulle prime pagine dei quotidiani. Il premier intanto cerca una strategia per fare strada agli investimenti italiani in Africa. La Borsa greca riapre oggi e parte malissimo. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi.

3 Agosto 2015 alle 10:32

L'emergenza da (s)ballo, Renzi l'africano e la partenza falsa della Borsa di Atene

L'incontro dello scorso luglio tra Matteo Renzi e il primo ministro dell'Etiopia, Desalegn (foto LaPresse)

San Pietro, vescovo, a Anagni portò a termine la costruzione della cattedrale di Santa Maria.

 

Titoli. Discoteca. Tra le grandi emergenze nazionali spunta la pista da (s)ballo e questa è la cifra stilistica del Grande Giornalismo A Prescindere. Primo caffè, Corriere della Sera: “Linea dura sulle discoteche”. Tra le emergenze delle emergenze, tra un hip-hop e un Giorgio Moroder remixato ecco emergere lo scompaginato del paese perché, cribbio, è chiaro che è “un’emergenza ignorata per troppo tempo” e dunque tutto si spiega, tutto si tiene, tutto si chiude con l’editoriale del Panebianco: “L’interesse nazionale dimezzato”. Andiamo avanti. Vediamo cosa ha gettato in rotativa la Chiesa del Progresso, Repubblica: “Scontro nel Pd. Renzi: dico no al Vietnam”. Ed eccoci catapultati nello sballo del Partito democratico, di lotta e di governo. Il premier in Giappone che parla di politica interna (con tutto quello che ci sarebbe da dire sul nostro ruolo nel mondo e nei forum di cooperazione internazionale) e la minoranza dem che si sente come i Viet Cong nella giungla. Repubblica impagina i fatti e i misfatti e il “questa l’ho già sentita”. Quale? Eccola: “Guidi: un piano Marshall per il Sud, al via 80 miliardi di investimenti”. Perché se Saviano scrive, chiaro che minimo serve il Piano Marshall. In fondo, lo disse anche il Cav. ma lo propose per il medio oriente e aveva un senso: “Berlusconi: 5 miliardi di euro per la Palestina” (Corriere della Sera, 9 settembre 2003). Cose dal mondo? Leggiamo il giornale più venduto a Washington, La Stampa (di Torino): “L’offensiva di Obama sul clima”. Importante, certo, ma se volete dare un’occhiata al cambiamento nel settore energetico allora fate visita a Solar City un progetto visionario di Elon Musk, quello di Tesla e Space X. (via Slate). Altre cose dal mondo? Perbacco, il Vietnam. Spremuta d’arancia e Giornale: “Renzi, siamo al Vietnam”. Che bello, il Sud-Est-Asiatico-Italiano. Buona giornata.

 

Renzi l’Africano. Come mai il premier italiano ha puntato la sua agenda di viaggi sull’Africa? La World Politics Review spiega con Mattia Toaldo la strategia italiana per recuperare influenza (e business) nel continente africano.

 

Renzi Jap. Prosegue la visita di stato del premier italiano in Giappone. Oggi visita all’università di Tokio e poi incontro con il premier Shinzo Abe.

 

Calais, Italia. Prima o poi, certe posizioni politiche diventano un boomerang. Dissero all’Italia, arrangiatevi. Ora che l’emergenza immigrazione è arrivata a Calais, Regno Unito e Francia dicono che si tratta di “un problema europeo”. Benvenuti a bordo.

 

Borsa di Atene. Ha riaperto oggi, alla grande: l’indice Atg perde il 23 per cento. La National Bank of Greece è in apnea: meno 30 per cento. Vai con il sirtaki finanziario. #Grexit

 

Strong. Il dollaro forte per le aziende americane è un problemone. Nei primi sei mesi dell’anno i ricavi delle multinazionali sono diminuiti di 100 miliardi di dollari. Cento miliardi. Che botta. E la Federal Reserve si prepara ad alzare i tassi a settembre, forse (Via Financial Times).

 

Il default americano. Portorico va a carte quarantotto: è un crac da 72 miliardi di dollari. “Non abbiamo soldi”, dicono dal governo. L’Atene americana.

 

Maratona in Canada. Il premier Stephen Harper ha un appuntamento con le urne il 19 ottobre. Undici settimane di campagna elettorale. I conservatori vinceranno ancora? Se lo chiede The Economist.

 

3 agosto. Nel 1492 Cristoforo Colombo salpa da Palos de la Frontera verso una terra sconosciuta: l’America. Comincia l’avventura in mare di Santa Maria, Pinta e Nina.

 

 
Cristoforo Colombo in un dipinto di Sebastiano del Piombo, 1519.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi