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Merkel e l'immigrazione spiegata a una bambina

La crisi la risolve la Germania e si prende pure le critiche. O il disinteresse tipografico. Primo caffè, Corriere della Sera: “Strage di Marines negli Usa”. Apertura sul Tennessee? Vabbè, in fondo il Corriere ha anche un titolo su Brigitte, moglie del giovane ministro dell’Economia francese.

17 Luglio 2015 alle 10:51

Merkel e l'immigrazione spiegata a una bambina

Sant’Alessio. Mendicante del V secolo, nasce ricco a Costantinopoli, vive da povero per i poveri in Siria. Mendicante per i mendicanti.

 

Titoli. La crisi la risolve la Germania e si prende pure le critiche. O il disinteresse tipografico. Primo caffè, Corriere della Sera: “Strage di Marines negli Usa”. Apertura sul Tennessee? Vabbè, in fondo il Corriere ha anche un titolo su Brigitte, moglie del giovane ministro dell’Economia francese, che ha vent’anni più di lui: “Il ministro e la prof, fine del riserbo”. In realtà i due sono inseparabili e si vedono in giro insieme da un bel pezzo. E’ arrivata l’estate in via Solferino. Repubblica impagina la notizia: “Grecia, più soldi dalla Bce”. Lo ricordo sempre su List, la catapulta del denaro la manovra Draghi, il quale dà qualche suggerimento in sintonia con il Fondo monetario: “Il debito di Atene va alleggerito”. Troveranno una soluzione, ora siamo nella fase di “imperialismo pedagogico” (copyright Der Spiegel) della cancelliera. Il giornale più venduto a Washington, La Stampa (di Torino) ha la spalla titolata così: “Boeing, strage senza verità”. Si riferisce all’abbattimento in Ucraina. Un anno fa. Ah, l’apertura è sulla Grecia: “Grecia, via libera al salvataggio. L’Ue presta 7 miliardi”. Cose romane? Diamo un’occhiata al Messaggero. Il titolo più interessante è sul buco da 2 milioni del santuario del Divino Amore. E poi? C’è la saga del Cavaliere impaginata sul Giornale: “Chi vuole arrestare Berlusconi”. Senza punto interrogativo. Buona giornata.

 

La cancelliera e la bambina. Merkel va in tv, risponde alle domande di un gruppo di bambini. Prende la parola una bimba palestinese. Racconta che dovrà lasciare la Germania. La bimba è deliziosa, la cancelliera spiega che la politica a volte è dura, ci sono regole. La bimba piange e Merkel la abbraccia. Bene, questo episodio sui giornali diventa un chiodo per appendere il quadro sulla cancelliera-mostro. Leggo Massimo Gramellini su La Stampa: “Non si pensi che l’umanità rattrappita della cancelliera sia una prerogativa teutonica, anche se nascere a certe latitudini aiuta”. I lettori del Foglio possono farsi un’idea precisa dell’accaduto guardando il video.

 

 

Quanto “all’umanità rattrappita” di cui parla Gramellini, forse è il caso di documentarsi. In Germania abitano oltre 7 milioni di stranieri. Nel 2013 in Germania 16,5 milioni di persone hanno alle spalle una storia familiare di immigrazione. Nello stesso anno la Germania ha toccato il record di immigrazione negli ultimi vent’anni: 1.226.000 persone. Il dato più alto dal 1993. I bambini stranieri nati in Germania possono scegliere la cittadinanza tedesca. Quelli nati in Italia no. Tra il 2000 e il 2012 circa 9 milioni di bambini sono nati in Germania e di questi 460 mila sono diventati cittadini tedeschi nati da genitori stranieri. Ha ragione Gramellini, “nascere a certe latitudini aiuta”. Solo che ha sbagliato nel puntare il sestante.

 

Bundestag. Il parlamento tedesco vota oggi il piano di aiuti per la Grecia. A differenza di quello italiano – nonostante la latitudine – discute prima di usare i soldi dei contribuenti tedeschi. Sempre nonostante la latitudine, Angela Merkel avrà i voti per far passare gli aiuti. Sono 86 miliardi per la Grecia, nonostante la latitudine.

 

Il disastro di Atene. In sette grafici (via Politico).

 

Prestito ponte. Servirà a pagare le rate scadute o in scadenza di altri prestiti che la Grecia ha contratto in questi anni. Sette miliardi che non entreranno nel circuito economico di Atene. E’ la spirale del debito: fai debiti per pagare debiti.

 

Governo ponte. E’ quello di Tsipras. L’ipotesi di un rinvio alle urne si fa sempre più concreto. Il primo ministro dovrà fare un rimpasto, chiedere la fiducia, ma le nuove elezioni sembrano ineludibili. Tsipras è come lo yogurt: scade.

 

Grexit. Il ministro delle Finanze Wolfgang Schauble ne è sempre più convinto. L’uscita temporanea della Grecia dall’Eurozona è una buona idea per ristrutturare il debito di Atene.

 

Bolla cinese. Il governo cinese ha scucito la modica cifra di 209 miliardi di dollari per bloccare la colata a picco della Borsa. Senza l’aiuto pubblico il listino crolla.

 

Istat. Per sapere, per capire. Oggi l’Istituto nazionale di statistica pubblica i dati sulla produzione di costruzione a maggio 2015. Se il mattone va, tutto va. Ma se non va…

 

Consiglio dei ministri. E’ convocato per le 11, ordine del giorno: fuochi d’artificio (direttiva europea), prodotti cosmetici (decreto legislativo), metalli preziosi (decreto presidenziale), direzioni marittime di Bari e Napoli (decreto del Quirinale). Tutto qui? No, c’è infiocchettato un pacchetto fiscale del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, trasmissione telematica delle operazioni IVA, misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese. Forse qui dentro spunta una notizia.

 

17 luglio. Nel 1955 negli Stati Uniti apre il primo parco Disneyland.

 

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