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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Il deal iraniano e le crepe nella maggioranza di Tsipras

Oggi è arrivato l'esito positivo della lunghissima trattativa tra Teheran e i 5+1. Sul fronte greco, i mercati restano prudenti in vista del pericoloso passaggio in Parlamento ad Atene dell'accordo con i creditori. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

14 Luglio 2015 alle 10:30

Il deal iraniano e le crepe nella maggioranza di Tsipras

Un momento dei negoziati di Vienna sul nucleare iraniano (foto LaPresse)

San Camillo de Lellis. Fu soldato di ventura poi caduto in disgrazia. Una vita sregolata che si è trasformata poi nel seme di un’opera enorme a favore dei malati e degli esclusi di tutto il mondo. Morì nel 1614.

 

Titoli. Si sono arresi. I greci, ma i giornali italiani non si piegano alla realtà. Dopo la sbornia referendaria si sono ritrovati i fatti davanti agli Oxi, ma non basta. Primo caffè e Corriere della Sera, titolo in verticale quando l’occasione ne meritava uno a tutta pagina: “Atene si arrende, riforme dure in cambio di aiuti”. Foto di Tsipras, mesto e con il capo chino, colonna ionica di sfondo. Classic dell’iconografia degli sconfitti. Alesina e Giavazzi si sono rimessi insieme per l’editoriale: “Ideologie e numeri”. Vabbè, a destra sono impilati gli approfondimenti. Titolo al centro pagina sull’implosione imminente di Syriza. Ripasso per bene la titolazione e sì, è proprio così: su tutta la prima pagina del Corrierone non c’è mai la parola “Germania” e neppure “Berlino”.  Angela Merkel è citata nel colonnino degli approfondimenti: “Hollande-Merkel, ma chi ha vinto?”. Si apre un’inchiesta per recuperare la Germania sulla carta geografica di via Solferino. E Repubblica? “L’intesa Ue spacca la Grecia”. E la Germania? Nessuna traccia. E Berlino? Non esiste. Wow, la cosa si fa interessante, i giornaloni hanno un blocco lessicale con quelli della Foresta Nera. In compenso pubblicano la stessa foto di Tsipras in prima pagina. Andiamo a Torino, Regno Sabaudo, leggiamo la prima: “Il salvataggio spacca la Grecia”. Germania? Nisba. Berlino? Nada. Merkel? Esiste in un titolettino e diventa “la cancelliera dimezzata”. Miracoli italiani. L’impaginato dei giornali è un meraviglioso caso di espunzione dei tedeschi, principali attori dell’Eurovertice, nei titoli della prima pagina. Andiamo avanti. Proviamo con Libero che fa due conti: “Atene ci soffia altri 14 miliardi”. Ma non cita mai la Germania e la Merkel. Il Giornale? Fa i conti anche l’estroso titolista di via Negri: “Tassa per la Grecia: altri 400 euro a testa”. Germania, Berlino, Merkel? Spariti dai radar. Ma c’è Schauble. Dipinto come perdente, cribbio. Il Messaggero, sempre attento al portafoglio e bottega che fa? “Intesa nella Ue, scontro in Grecia”. I tedeschi appaiono in un commento di Romani Prodi (contro Berlino), il giornale è tutto un singulto per il trattamento riservato al debitore incallito. Anche l’Ingegnere (Carlo De Benedetti) critica Berlino sul Sole24 Ore. Il titolo migliore della giornata è di Milano Finanza: “La Merkel pignora la Grecia”. Jawohl! buona giornata.

 

Accordo sul nucleare iraniano. E’ il fatto del giorno. L'Iran e il 5+1 hanno raggiunto l’accordo a Vienna. Alle 10,30 ci sarà la riunione plenaria dei ministri degli Esteri di Iran, Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Russia e Stai Uniti con l'Alto rappresentante della politica estera dell'Ue, Federica Mogherini. I colloqui sono durati due anni. L’altra faccia del nucleare? I futures sul petrolio giù del 2,3 per cento stamattina. Si riapre il mercato in Iran per le grandi compagnie petrolifere.

 

Grecia, Tsipras nei guai. La sua maggioranza sta andando a pezzi. Il piano di salvataggio sarà salvato dal voto dell’opposizione. L’editoriale di Avgi, il giornale del partito, stamattina cerca di salvare Alexis dalla rovina, definisce “duro” il piano, ma ricorda che Tsipras ha evitato il trasferimento in Lussemburgo del fondo per le privatizzazioni e cita i precedenti memorandum come non dissimili da quello firmato. Hanno paura che crolli tutto.

 

Ecofin (inutile). Dalla newsletter di Paul Donovan per Ubs: “Oggi sulla Grecia siamo nell’occhio del ciclone. La caffeina ieri ha alimentato la chiusura del negoziato, il Parlamento greco deve votare la riforma domani. È vero, oggi si riunisce l’Ecofin, ma non arriverà niente di utile. Dall’Ecofin non è mai uscito niente di utile”.

 

La Borsa non si fida. I mercati europei sono in rosso. L’accordo con la Grecia non è ancora chiuso. Serve il voto del Parlamento. E c’è un problema di fiducia.

 

 

Hollande. A Bruxelles è riuscito a uscirne come uno che ha favorito l’accordo. Per lui è un buon punto in una partita difficilissima con l’opinione pubblica francese. Oggi ha una buona occasione per “vendere” il suo lavoro all’Eurovertice. E’ il 14 luglio, giorno della presa della Bastiglia, il presidente francese terrà un discorso su TF1 e France2.

 

Renzi in Africa. Oggi e domani è in visita di Stato in Etiopia e Kenya. Un altro mondo rispetto a quello di Bruxelles.

 

I conti dell’Italia. Oggi nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato ci sono un paio di audizioni interessanti. Parlano il presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (ore 10), rappresentanti dell’Istat (ore 11) e il Ragioniere generale dello stato (ore 12).

 

Il piatto dell’Italia. Alimenti geneticamente modificati e dieta mediterranea in Parlamento. In Senato, commissione Agricoltura, ci saranno le audizioni di esperti e poi si esaminerà il disegno di legge sulla dieta mediterranea. Ancora: discussione sugli agrumeti caratteristici ed esame del disegno di legge sulla biodiversità agraria e alimentare.

 

14 luglio. Attentato a Togliatti. Uno studente, Antonio Pallante, spara quattro colpi di pistola, tre colpiscono Togliatti.

 

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