Ansa

Lettere al Direttore

Il voto europeo sul Mercosur ha svelato i veri populismi che infestano l'Italia: M5s, Lega e Avs

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

Al direttore - Buongiorno, con un voto a dir poco sciagurato il Parlamento europeo ha rinviato il Mercosur, facendoci fare, come Europa, una figura da cioccolatai (per essere educati): prima stiamo 25 anni a tentennare, poi firmiamo il trattato e ci tiriamo indietro? Proprio ora che il mondo è nel caos più totale e proprio ora che dovremmo cercare nuovi partner commerciali per la nostra sopravvivenza? Per questo, da affezionato lettore, vi suggerisco, in occasione dei 30 anni del nostro Foglio, di lanciare 30 proposte concrete, tra cui l’approvazione definitiva e veloce del Mercosur: 30 proposte concrete in svariati campi, elaborate magari da ciascun membro della redazione, che siano ottimiste, razionali, basate su dati veri, a lungo termine, oltre le ideologie e gli steccati dei piccoli interessi. Insomma, credo che il regalo più grande che potreste fare non solo a noi che vi leggiamo ogni giorno, ma a tutta l’Italia e non solo, sarebbero queste proposte per il futuro: perché per il compleanno dei 30 anni del Foglio sarà sicuramente importante ricordare il passato glorioso, ma oggi è tempo soprattutto di elaborare e riflettere insieme su ciò che siamo chiamati a costruire per difendere e rafforzare le nostre libertà, con orgoglio di chi siamo e chi saremo.

Daniel Baissero

 

Più che 30 idee, ottimo suggerimento, il punto vero è sintetizzabile con un tema unico: se vuoi combattere il protezionismo trumpiano senza giocare con il populismo, devi aprire i mercati. Se vuoi assecondare il populismo trumpiano aggiungendo estremismo a estremismo, devi combattere la globalizzazione. Il voto europeo sul Mercosur, da questo punto di vista, almeno per l’Italia, è stato uno specchio per capire chi sono i veri populismi che infestano il paese: Lega, Movimento 5 stelle e Alleanza verdi e sinistra. Tutto il resto è propaganda.

 


 

Al direttore - Leggo da quanto scrive Carmelo Caruso sul Foglio del 21 gennaio affermazioni che sono esattamente il contrario di quanto ho dichiarato a proposito dell’uso dei metal detector: che verrebbero installati come negli aeroporti in tutte le scuole d’Italia. Ho detto esattamente il contrario: pensiamo a metal detector mobili, da utilizzare su richiesta del preside al prefetto, che d’intesa con la scuola, previa valutazione della situazione, li potrà disporre. Ho anche citato l’esempio dell’istituto di Ponticelli che ha funzionato benissimo, stroncando la circolazione dei coltelli all’interno della scuola e con il gradimento degli stessi studenti.

Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito

 

Risponde Carmelo Caruso. Viva Valditara il ministro (heavy) metal!

 


 

Al direttore - In merito all’articolo “Eccola qui tutta la ‘protesta’ delle università italiane per il massacro in corso in Iran” a firma di Giulio Meotti, pubblicato il 21 gennaio 2026, si desidera precisare quanto segue. Sapienza si è pronunciata su questo tema per tramite del Senato accademico che ha approvato all’unanimità un documento nel quale esprime solidarietà e sostegno ai giovani, alle donne e a tutti coloro che, in Iran, lottano per la rivendicazione di diritti umani fondamentali e per l’autodeterminazione del proprio popolo. Ha approvato inoltre misure per garantire il diritto allo studio agli studenti di nazionalità iraniana, tra le quali la possibilità di recuperare integralmente le lezioni e le attività didattiche perdute a tutti coloro che per ragioni connesse alla crisi in Iran, riusciranno a rientrare in Italia solo a semestre inoltrato. Per completezza inviamo in allegato il comunicato diffuso dalla Sapienza e il documento integrale approvato dal Senato accademico. Inoltre, in merito agli accordi con le università iraniane, Sapienza ha sempre sostenuto l’importanza delle relazioni tra comunità di ricercatori e studenti in particolare con quelle che vivono situazioni di vulnerabilità causate da instabilità politiche, conflitti e crisi geopolitiche nei loro territori d’origine. Per questo, in linea con quanto più volte espresso dagli organi collegiali di Ateneo, rifiuta l’idea che il boicottaggio della collaborazione scientifica internazionale possa favorire la pace e il rispetto della dignità umana.

Ufficio stampa della Sapienza

 

Risponde Giulio Meotti. Accogliamo con favore e piacere la decisione del Senato accademico della Sapienza di esprimere solidarietà con il popolo iraniano massacrato dalla dittatura. Era ora, visto che è da molti anni ormai che la Repubblica islamica, con cui la Sapienza ha stretto decine di accordi, ciclicamente fa strame della sua popolazione quando scende per strada. Quanto al boicottaggio accademico, nessun paese dovrebbe subirlo. Tuttavia, più di un dipartimento della Sapienza, da Matematica a Lettere e Filosofia, ha approvato mozioni per tagliare i rapporti con Israele. Mentre sull’Iran non si ricorda che tanta insipienza. Cordiali saluti.

Di più su questi argomenti: