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Ecco gli imprenditori che credono alla fake news del M5s moderato

3 Febbraio 2018 alle 06:00

Al direttore - Uno scrive, critica, fa scoop su Rousseau, rivela controllo assoluto per diritto ereditario, e poi, a rovinarli, #bastaunDessì

Giuseppe De Filippi

 


 

Al direttore - Non trova strano che in Lombardia Confindustria ospiti Luigi Di Maio a parlare del suo programma elettorale? Forse ha ragione il Foglio: la classe dirigente è complice di quel mostro chiamato grillismo.

Mauro Leortini

E’ una storia incredibile. Assolombarda, con Gianfelice Rocca e Carlo Bonomi, ha scelto di dare un messaggio politico chiaro: il Movimento 5 stelle merita di essere preso sul serio, le sue idee meritano di essere ascoltate, sono una forza politica come le altre e noi ascoltiamo tutti. C’è solo un piccolo problema, che Rocca e Bonomi forse farebbero bene a mettere a fuoco: un partito che vuole sospendere la democrazia rappresentativa, abolire il Jobs Act, abolire la legge Fornero, rendere i vaccini non obbligatori, non è un partito come gli altri, ma è un partito che un imprenditore con la testa sulle spalle dovrebbe fare di tutto per combattere. O no?

 


 

Al direttore - Leggo sul Foglio del 1° febbraio la lettera di Michele Masneri, che mi cita. Mi concederà quindi di aggiungere qualcosa. Cosa poteva intendere l’articolo di Vietti con le parole “a senso unico?”. Quale era la cosa che si sarebbe potuto aggiungere? Si sarebbero potuti aggiungere i dati dell’Oms sulla maggiore morbilità e mortalità dei cosiddetti MSM, maschi che hanno sesso con altri maschi, una morbilità e una mortalità enormemente superiori. Su lacortedeiliberi.it, può trovare una piccola parte dei link, piccola parte perché la letteratura medica è veramente sterminata. La sessualità è binaria, uomo donna, e ha la funziona biologica di creare la generazione successiva mediante l’incontro di gamete maschile e gamete femminile. Dato che madre natura segue linee logiche, i corpi sono complementari tra di loro e possono unirsi con picchi di piacere, orgasmo, e senza subire danni, con organi ragionevolmente difesi contro le malattie sessualmente trasmissibili. Non tutti gli atti sessuali tra un uomo e una donna producono una vita, ma tutte le vite, nessuna esclusa, sono nate dall’incontro di un ovulo e uno spermatozoo, quindi la prima affermazione “omofoba”, per usare questo neologismo cacofonico e scorretto, è che la sessualità uomo donna è biologicamente vincente, o potenzialmente vincente, e qualsiasi rapporto che non sia sessualità uomo donna, è, nel migliore dei casi, biologicamente inutile. La seconda affermazione “omofoba”, è che il rapporto tra due maschi per quello dei due che ha il ruolo bottom, cioè passivo, non è solo biologicamente inutile, è biologicamente perdente. Dove non ci sia niente che combaci si ricorre all’apparato digerente nel suo segmento finale, che ha un carattere astioso e poco comunicativo, non combacia con nessuno, contiene materiale fecale, di odore giustamente sgradevole perché per noi esseri umani è pericoloso data la presenza di batteri e virus che sarebbe meglio non andassero in giro (non è così per altri mammiferi). Il tubo digerente e soprattutto la sua ultima porzione si offende con spaventosa facilità e la sua offesa si manifesta in una miriade di patologie estremamente dolorose, e dato che subisce lacerazioni e che ha una funzione assorbente, per cui assorbe anche virus e batteri, le malattie sessualmente trasmissibili schizzano verso l’alto. Quelli che muoiono sono i bottom. Quelli che occorre operare per le conseguenze disastrose sono i bottom, quelli che sono confrontati alla sofferenza e al danno perché qualcosa con una circonferenza di quasi dodici centimetri si trova dove è previsto il passaggio di qualcosa con un diametro massimo di sei, sono i bottom. Il dolore è il padrone della vita, ci avverte del danno. Il dolore della penetrazione anale ci avverte del danno che stanno subendo mucosa e muscolo sfintere interno. Il dolore è molto forte. Perché degli esseri umani si espongono al dolore? Il cervello in equilibrio non lo fa mai. Chi si espone volontariamente al dolore e quindi al danno, ha un disequilibrio. Il dolore causa un picco di endorfine da cui si diventa dipendenti, ma con un continuo danno sul senso del sé, per cui si diventa dipendenti dal dolore. Mi perdoni se scendo in particolari tecnici, so benissimo che nessuno li vuole conoscere, è molto più carino pensare a due tizi molto belli, palestrati e sorridenti, che si guardano negli occhi, ma io sono un medico, ho curato corpi, corpi dolenti che contenevano anime dolenti. Ho fatto il medico quando l’Aids c’era, ma non c’erano gli antiretrovirali, quando l’epatite B uccideva e non esisteva la vaccinazione. Io porto nel cuore i giovani pazienti morti di Aids o di cirrosi epatica, porto nel cuore il loro dolore, porto nel cuore le loro lunghissime confidenze, ero l’unica persona che li ascoltasse. Ho fatto il medico in Africa, dove le minori norme igieniche e la minore disponibilità di medicinali, rendono tutto questo particolarmente grave. Sono la prima a riconoscere che la mia esperienza è limitata: è limitata ai casi peggiori, quelli migliori non vengono in ospedale, ed è limitata solo ai maschi MSM bottom. Mi dicono che esistono persone MSM sane e felici e sarà così. Ma ci sono anche eserciti di MSM che non lo sono, che spingono la loro ricerca di qualcosa che dia un senso alla loro vita con pratiche sempre più estreme, che spingono la ricerca di qualcuno che dia un senso alla loro vita con una promiscuità sempre più spinta. Sono sempre stata estremamente accogliente con tutte queste persone senza mai minimamente criticare il loro stile di vita perché ho sempre avuto la convinzione che si trattasse di una situazione irreversibile. Che fosse disfunzionale lo avevo sotto gli occhi, ma ero convinta fosse irreversibile. Pochi anni fa ho avuto la prova del contrario. La cosiddetta omosessualità è una condizione reversibile, soprattutto quella maschile passiva. E’ sufficiente un’unica pecora nera perché l’affermazione che tutte le pecore sono bianche sia falsa. I libri di Luca Di Tolve, Richard Cohen, e Joseph Sciambra, e innumerevoli altri casi conosciuti personalmente mi hanno chiarito che la cosiddetta omosessualità maschile passiva può essere una condizione acquisita che diventa una dipendenza e che può essere modificata, con infinita fatica, certo, ci vuole una motivazione d’acciaio, e che chi la modifica vive molto più felice, oltre che più sano. La terza voce “omofoba” che si poteva far ascoltare in quel liceo è la testimonianza di qualcuno che è stato gay e ha smesso di esserlo, sentire una voce che dice: quella che vivo ora è una vita vera. Non ho potuto impedire la morte dei ragazzi che ho visto morire di Aids, e li porto nel cuore. Nel loro nome ne impedirò altre.

Silvana De Mari

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Commenti all'articolo

  • balestrazzi

    03 Febbraio 2018 - 19:07

    Ho letto stupefatto la lettera di Silvana De Mari. A mio parere dopo aver pubblicato un siffatto delirio infettivologico, un direttore avrebbe l’obbligo di una postilla a commento. Il Foglio è sì un quotidiano per la vita e la famiglia, contro gli eccessi delle derive genetiche manipolatorie (battaglie in parte condivisibili), ma è anche il giornale della libertà e del liberalismo. Ridurre le libere scelte di uomini adulti ad un delirio patologico fatto di virus, batteri, orefizi giusti e sbagliati, passività e dolore, mortifica le peculiarità del genere umano, fatte di curiosità, gioco, cultura, amore, virtù ma anche vizi. Da eterosessuale dico che è la descrizione della sessualità fatta dalla De Mari ad essere patologica, da medico invece dico che dovrebbe essere fermata dall’ordine dei medici. Ma io sono un medico liberal-radicale, e gli ordini professionali li abolirei.

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    • Monica Boccardi

      07 Febbraio 2018 - 17:05

      Egregio Dottore, dissento e mi domando come possa un medico non considerare l'importanza della prevenzione come fondamentale. Qui non si tratta di vizi, né di libertà, nessuno può vietare ad altri di buttar via la propria vita. Ma può evitare che lo facciano inconsapevolmente, scegliendo senza sapere a che cosa vanno incontro. Proprio lei, da medico, dovrebbe conoscere l'importanza del consenso informato... Ebbene, io ritengo che debba valere non solo per accettare o rifiutare una terapia, ma anche in ogni ambito della vita in cui la scelta può fare la differenza fra la vita e la morte, tra la salute e la malattia. Facciamo campagne di informazione sui danni del fumo, dell'alcool, della giuda senza cinture... il sesso è un'attività pericolosa sì, ma non perché può far nascere una nuova vita, come ritengono le femministe, bensì perché può comportare il contagio di malattie anche molto gravi. Descrivere qualcosa di patologico è sempre patologico ed è bene che lo sia perché sia compreso

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