Aiuto, le nozze con il canguro. Evviva il Pd (Partito di Draghi)

Redazione

    Al direttore - Nozze gay con il canguro. Beh, no, un limite ci deve pur essere.
    Giuseppe De Filippi

     

    Al direttore - Magari i leghisti non avevano capito che la moratoria delle indagini a Monza non vale. Ma so’ padani…
    Frank Cimini

     

    Al direttore - Ormai è evidente: Mario Draghi sa il fatto suo, mentre Jean-Claude Juncker si fa solo i fatti degli altri.
    Michele Magno

     

    Al direttore - Mario Draghi nel discorso al Parlamento europeo ha detto, tra l’altro, che sarà valutata dalla Bce l’eventuale persistenza della caduta dei prezzi del petrolio; insieme sarà verificato lo stato della trasmissione degli impulsi monetari alle banche. Se si considererà che i due fattori comportano rischi per la stabilità dei prezzi, la Bce non esiterà a intervenire, verosimilmente il 10 marzo, quando si riunirà il suo Consiglio direttivo. Ma l’inflazione  permane non lontana dallo zero e, dunque, già adesso vi è il dovere, in applicazione del Trattato Ue, di intervenire in funzione della suddetta stabilità, che si può ritenere conseguita solo quando l’inflazione è intorno – ma sotto – il 2 per cento. Poiché il Quantitative easing finora non è riuscito, insieme con le altre misure non convenzionali, a risollevare questo livello e le prospettive a medio termine non sono incoraggianti, allora è difficile capire quale altra prova sia necessaria, a meno che non si tratti di un discorso volto tatticamente a dimostrare ai contrari al ricorso a ulteriori misure o al rafforzamento di quelle in essere – soprattutto i tedeschi – che ancora si voglia approfondire ai fini della decisione conclusiva. Il mandato (l’unico conferito alla Bce), però, è chiaro e non può di certo essere violato. Con i più cordiali saluti.
    Angelo De Mattia

     

    Non solo inflazione. Il presidente della Bce ha detto tre cose fantastiche. Tasse più basse, investimenti pubblici, bilanci in ordine. Noi, per quel che conta, ci iscriviamo subito al Pd (Partito di Draghi).

     

    Al direttore - In occasione del Darwin Day che ricorreva lo scorso venerdì, Federico Morganti ha scritto sul Foglio che le celebrazioni darwiniane organizzate dall’Uaar non centrano il bersaglio, perché Darwin non fu mai irreligioso o contrario alla fede. Eppure la teoria darwiniana contraddice il cristianesimo in un punto centrale. Mentre è noto che il cristianesimo non nega né è in contraddizione con la teoria evolutiva (lo scrisse per primo Papa Pio XII nell’enciclica “Humani generis” e la tesi fu ribadita in seguito), a molti non è chiaro che la teoria di Darwin è solo una delle tante ipotesi evolutive e implica assunzioni filosofiche, non meramente scientifiche. In particolare, la teoria di Darwin suppone che ci sia un continuum evolutivo: il passaggio dalla scimmia (o dal primate che precedette l’uomo) all’uomo non avviene per salti, ma per passi graduali, cosicché non è dato capire quando un individuo appartiene a un genere e quando appartiene a un altro (cf. C. Dawrin, “On the Origin of Species”, 1859, p. 52 e p. 485). Da questo segue che il darwinismo è incompatibile con la tesi secondo cui esistono generi naturali e le distinzioni tra categorie di realtà abbiano un fondamento reale e oggettivo. In sostanza, quanto Darwin scrisse implica filosoficamente che la specie “essere umano” altro non è che una costruzione mentale. Se le cose stanno così, non si vede che cosa vogliano dire quei passi biblici in cui si afferma che l’uomo ha un’anima (cf. es. Mt 10:28) o che il Verbo si è fatto uomo (cf. Gv 1). La negazione dell’esistenza dei generi naturali è incompatibile con la religione che si basa sulla Bibbia giudaico-cristiana e, verosimilmente, anche con l’islam. E’ compatibile soltanto con il panteismo che nega ogni differenza fra livelli del reale. Forse questa volta bisogna dare ragione all’Uaar.
    Luca Gili

     

    Al direttore - Il formidabile Anonimo Rai del Foglio non sfiora più, ma oramai raggiunge e soverchia quell’altro e minore Anonimo, detto del Sublime. Ora però una tenzone retorica e canora in piena regola ci starebbe, e con almeno altri tre Anonimi: quello Mediaset, quello Sky e quello La- 7. Sai che intreccio di voci, sai che oratorii!
    Luca Rigoni

     

    Al direttore - Un miliardo e mezzo di anni fa due buchi neri si sono accoppiati. Credevano di farla franca, la Terra allora era bambina. Poi è cresciuta, e un miliardo e mezzo di anni dopo, li abbiamo scoperti. Oppure l’hanno fatto perché noi, probabilmente unici in tutto l’universo, mettessimo due fasci laser in croce e un par di specchi, e li trovassimo?
    Franco Debenedetti