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Così due giganteschi progetti ingegneristici cambieranno la geografia dell'Europa

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Spiegel, Financial Times, Time, Monde, Economist

23 Marzo 2018 alle 09:54

Così due giganteschi progetti ingegneristici cambieranno la geografia dell'Europa

Foto via femern.com

Il corridoio Malmoe-Palermo, due giganteschi progetti ingegneristici cambieranno la geografia dell'Europa
Londra, 23 mar 08:50 - (Agenzia Nova)  - Nella sua ultima edizione in edicola oggi venerdì 23 marzo, il settimanale britannico "The Economist" pubblica un articolo in cui sostiene la necessità per l'Unione Europea di concentrare i suoi sforzi finanziari e progettuali nel miglioramento delle infrastrutture di collegamento nord-sud; ed in particolare esamina la situazione del cosiddetto "corridoio Malmoe-Palermo", il gigantesco progetto ingegneristico che dovrebbe unire la Svezia e la Scandinavia alla Sicilia ed all'isola di Malta e che potrebbe cambiare la geografia dell'Europa scavalcando le barriere finora quasi insormontabili opposte da montagne e mari, così come quelle rappresentate dalle differenze culturali ed economiche tra le varie regioni che il corridoio dovrebbe attraversare.
L'articolo ricorda che, mentre nella sezione del progetto tra la Danimarca e la Germania i piani stanno andando avanti, tutto è fermo nella Penisola italiana, ed in particolare nel Mezzogiorno, attualmente la parte più lenta del percorso dell'intero corridoio: il settimanale britannico spezza una lancia a favore della costruzione di un ponte sullo Stretto di Messina e di una linea ferroviaria ad alta velocità che colleghi Napoli a Palermo; e ciò nonostante lo scarso ritorno economico che esso avrebbe a causa della perdurante povertà della Sicilia e anzi proprio per questo motivo. "The Economist" ricorda infatti ai politici europei in agitazione per il superamento delle divisioni ovest-est che sono il semplice prodotto di accidenti storici superabili, dovrebbero piuttosto concentrarsi sulle soluzioni pratiche per colmare il baratro tra il nord ed il aud del continente, che sono assai più profonde: secondo il settimanale, dunque, il completamento del corridoio Malmoe-Palermo sarebbe una realizzazione politica altrettanto importante e decisiva del rafforzamento del corridoio Parigi-Mosca già aperto nel 2006 con un collegamento ferroviario diretto.
   
Il presidente del Parlamento europeo Tajani: “Non aiuta prendesela sempre con i tedeschi”
Amburgo, 23 mar 08:50 - (Agenzia Nova)  - In una lunga intervista rilasciata alla versione online di “Der Spiegel”, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, 64 anni, ha parlato della disputa commerciale con gli Stati Uniti, dello scontro tra Regno Unito e Russia sul caso Skripal e dello scandalo sui dati riguardante Facebook. In merito al presidente statunitense Donald Trump e dei dazi imposti sull’acciaio, il politico italiano ha sottolineato come sia incomprensibile il fatto che l'inquilino della Casa Bianca voglia coinvolgere anche l’Europa nella guerra commerciale all’acciaio cinese, anziché cercarne il sostegno come alleato. Tajani si è detto pronto a discutere la questione con il portavoce della Camera dei rappresentanti Paul Ryan e s’è detto sicuro che l’amicizia transatlantica alla fine prevarrà. Nel frattempo, ha avvertito, le minacce come quelle paventate dal capo della Commissione europea Jean-Claude Juncker di porre dazi a moto e whisky americani non giovano. Tutto ciò, comunque, ha dichiarato Tajani, non ha nulla a che vedere con il giro di vite che l’Europa deve praticare nei confronti delle società statunitensi della Silicon Valley, che fanno profitti miliardari senza pagare tasse. Occorrono inoltre regole per tutte le principali aziende tecnologiche, indipendentemente da dove esse provengano. Il problema riguarda tanto il diritto d’autore, quanto la sicurezza sui social media come Facebook, Twitter o Instagram. Il presidente del Parlamento Ue si aspetta inoltre, in merito alla vicenda della società di analisi Cambridge Analytica, che il fondatore di Facebook Marc Zuckerberg dia risposte credibili al Parlamento europeo. Tajani ha incontrato il cancelliere tedesco, la cristiano democratica Angela Merkel, prima del vertice della Ue a Bruxelles, per parlare soprattutto della sfida migratoria e delle possibili soluzioni. Occorre rivedere anzitutto il trattato di Dublino, ha detto Tajani, perché la situazione, soprattutto per l’Italia, si è fatta insostenibile, e ciò ha contribuito in maniera fondamentale al successo dei partiti populisti. L’Italia è stata lasciata sola e i suoi cittadini si sentono abbandonati. Occorre prevenire il fenomeno migratorio dovuto a motivi economici con un piano Marshall europeo da 40 miliardi di euro affinché i migranti africani abbiano prospettive nei loro paesi. È inoltre giusto quanto proposto dal cancelliere tedesco in merito al taglio dei fondi europei verso quei paesi dell’Unione che si rifiutano di accogliere la loro quota di migranti. Il principio è semplice, ha ribadito Tajani: niente soldi senza solidarietà. In merito alla vittoria elettorale del Movimento 5 stelle e della Lega in Italia, entrambi partiti euroscettici, secondo Tajani occorre un forte messaggio da parte di Bruxelles in merito all’immigrazione clandestina e alla disoccupazione giovanile. La domanda che molti italiani si pongono, ha spiegato il politico, è: "Dov’è l’Europa quando ne abbiamo bisogno?". Per quanto riguarda le istituzioni europee e la loro rappresentatività, ha spiegato Tajani, il problema non è tanto la quantità di tedeschi nei posti di vertice, come Manfred Weber, a capo dei democratici cristiani nel Parlamento, o di Udo Bullmann a capo dei socialdemocratici, quanto l'assenza di figure politiche di altre nazioni. Non serve recriminare contro i tedeschi, ha avvertito Tajani, se non ci sono leader europei di pari livello. In merito alla Russia, infine, secondo il presidente del Parlamento Ue quest'ultima finora non è stata troppo indulgente nei confronti di Mosca, soprattutto con le sanzioni applicate per il conflitto nell’Ucraina orientale. L’assassinio dell’ex spia russa a Londra è deprecabile, secondo Tajani, ma la Russia rimane un partner importante per l’Europa, e quest’ultima dovrebbe fungere da ponte fra Mosca e Washington. Gli interessi europei con la Russia sono differenti da quelli statunitensi, e forse l’Europa è in grado di capire la Russia meglio dei suoi amici d’oltreoceano.
Der Spiegel
 
In Italia il caso Sarkozy ricorda il “fantasma” della guerra in Libia
Parigi, 23 mar 08:50 - (Agenzia Nova)  - In Italia l’iscrizione dell’ex presidente Nicolas Sarkozy nel registro degli indagati “ricorda i fantasmi della guerra in Libia”. Lo scrive “Le Monde”, notando che i quotidiani italiani hanno dato ampio spazio al caso. Il giornale francese cita alcuni passaggi, sottolineando che l’intervento militare in Libia nel 2011 è stato oggetto di “letture radicalmente differenti”. I timori legati al ruolo del gruppo Eni in Libia si sono rivelati del tutto “infondati” visto che l’azienda ha mantenuto un ruolo predominante dopo la caduta del regime. In materia di immigrazione, invece, Roma ha subito i flussi migratori dilagati in seguito alla morte di Muammar Gheddafi.
Le Monde
   
I deputati populisti nel labirinto del Parlamento per illuminare la politica italiana
Londra, 23 mar 08:50 - (Agenzia Nova)  - Il quotidiano londinese "The Times" oggi venerdì 23 marzo pubblica un reportage del suo corrispondente da Roma Tom Kington sul primo giorno delle centinaia di deputati e senatori approdati per la prima volta nel Parlamento italiano dopo la spettacolare avanzata registrata nelle elezioni dai partiti populisti Lega e Movimento 5 stelle: il racconto mescola gustosi episodi di disorientamento dei parlamentari neofiti alle loro baldanzose dichiarazioni di voler portare la luce nelle stanze del Palazzo, sullo sfondo delle difficoltà di trovare una maggioranza capace di formare il nuovo governo e persino di eleggere i presidenti delle due Camere.

   
Italia: la bella vita
Londra, 23 mar 08:50 - (Agenzia Nova)  - Malgrado le preoccupazioni degli investitori internazionali per il rischioso esito delle recenti elezioni e l'imminente fine del programma di quantitative-easing della Banca centrale europea che finora ha favorito l'Italia, i tassi di interesse che lo Stato italiano paga per l'emissione dei suoi titoli di debito pubblico stanno continuano a scendere. Davanti a questa apparente incongruenza l'autorevole colonna "Lex" del quotidiano economico britannico "The Financial Times" in edicola oggi venerdì 23 marzo non ha altra spiegazione che far riferimento alla "dolce vita": scrive che non è insensato includere l'arte, l'architettura, la cultura, lo stile ed il cibo italiano nei parametri da prendere in considerazione quando si valuta l'economia della Penisola; ciononostante, e senza spiegarne la ragione, "Lex" afferma anche che sia il paese che il suo sistema bancario avrebbero da guadagnare da un avanzamento del progetto di unificazione dei bilanci dell'Ue.

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