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Così la flat tax può contribuire a diminuire la pressione fiscale

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Le Monde, Telegraph, Echos

12 Gennaio 2018 alle 10:01

Così la flat tax può contribuire a diminuire la pressione fiscale

Il libro di Armando Siri sulla Flat Fax (foto LaPresse)

In Italia una riforma delle tasse sembra una cosa audace ma in realtà può contribuire a diminuire la pressione fiscale
Londra, 12 gen 08:36 - (Agenzia Nova)  - Il "Financial Times" ha pubblicato oggi, nello spazio "Lettere al direttore", un ampio intervento dei professori Nicola Rossi e Alberto Mingardi dell'Istituto Bruno Leoni di Milano, a commento dell'articolo del corrispondente da Roma James Politi apparso ieri sul quotidiano economico britannico intitolato "Berlusconi woos Italian voters with flat tax plan" ("Berlusconi corteggia gli elettori italiani con la promessa di una flat tax", ndr). Nella loro lettera i due economisti italiani confermano la bontà della loro proposta di applicare un'aliquota unica del 25 per cento a gran parte delle diverse tasse in vigore in Italia, non soltanto per l'imposta sui redditi: ammettono che questo provocherebbe una perdita di gettito per le casse pubbliche; ma al contempo sono convinti che serverebbe a costringere il paese a tagliare le spese statali superflue consentite da una eccessiva tassazione, a trasformare profondamente il welfare e a riequilibrarlo a favore di quanti vivono al di sotto del livello di povertà istituendo un sistema universale di sussidi. Secondo Nicola Rossi e Alberto Mingardi, la "flat tax" non è affatto un coniglio estratto dal cilindro da qualche politico-prestigiatore, bensì una proposta basata sulle idee di premi Nobel per l'Economia come Milton Friedman e Sir Tony Atkinson: può sembrare troppo audace per un paese come l'Italia, ma di fronte alla complessità del sistema fiscale nazionale, un radicale semplificazione ha più probabilità di successo di un programma graduale di riforme di un sistema di tasse che va assolutamente cambiato. L'Istituto Bruno Leoni ha calcolato che una "flat tax" al 25 per cento ridurrebbe del 4 per cento la pressione fiscale complessiva, portandola vicina alla media europea: ciò comporterebbe per il Fisco mancati introiti per 27 miliardi di euro all'anno, ma questa cifra corrisponde a quanto negli anni scorsi gli studi sulla "spending review" hanno proposto di tagliare nella giungla della spesa pubblica. "E' una questione di volontà politica e non di carattere tecnico" affermano i due economisti: "E se una tale volontà non ci fosse", concludono, "la classe politica italiana meriterebbe di essere bollata nel suo complesso non come irresponsabile ma come incapace e incompetente".
 
Francia-Italia: il presidente Macron a Roma per sottolineare l’intesa con Gentiloni
Parigi, 12 gen 08:36 - (Agenzia Nova)  - Il presidente francese Emmanuel Macron ha incontrato ieri a Roma il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ne parla la stampa francese. “A Roma Macron ha tessuto un elogio di Gentiloni a meno di due mesi dalle elezioni italiane” scrive “Le Monde”, ricordando che Parigi e Roma devono concludere il Trattato del Quirinale che punta ad intensificare la cooperazione in materia di migranti. Nel corso della conferenza stampa il presidente francese ha parlato di una “relazione particolare” tra i due paesi. “Voglio sottolineare il piacere che ho avuto nel lavorare in questi ultimi mesi al fianco di Paolo Gentiloni” ha poi detto in chiusura. Secondo il quotidiano si è trattato “un messaggio di sostegno” in un momento in cui la destra e il Movimento 5 stelle stanno guadagnando terreno nei sondaggi.
  
In Italia il Movimento 5 stelle fa marcia indietro sull'euro in vista delle elezioni
Londra, 12 gen 08:36 - (Agenzia Nova)  - Il partito che secondo i sondaggi è il più popolare ha fatto marcia indietro sull'euro in vista delle elezioni che si terranno in Italia il 4 marzo prossimo: il Movimento 5 stelle (M5) ha cancellato la minaccia di tenere un referendum sulla questione, un passo che fa prevede come il prossimo voto non avrà quell'accento particolarmente euroscettico che molti temevano. "Io credo che per l'Italia non sia più il momento di uscire dall'euro", ha dichiarato il leader M5s Luigi Di Maio: "Il referendum è l'ultima opzione, a cui spero non si debba ricorrere", ha aggiunto. Nel riferire la notizia, il quotidiano britannico "The Telegraph" ricorda che per diversi anni il Ms5 aveva ribadito di voler tenere una consultazione popolare sulla permanenza dell'Italia nella moneta unica.
Ressa degli investitori per le prime obbligazioni emesse dal Monte dei Paschi dopo il salvataggio
Londra, 12 gen 08:36 - (Agenzia Nova)  - La banca Monte dei Paschi di Siena ha attratto una forte domanda per le sue prime obbligazioni emesse dopo il salvataggio dello scorso anno da parte del governo, un segnale che le imminenti elezioni parlamentari non tengono gli investitori alla larga nemmeno dai più rischiosi titoli degli istituti di credito italiani. Ieri, giovedì 11 gennaio, la più antica banca del mondo ha raccolto 750 milioni di euro in obbligazioni a 10 anni di tipo Tier 2, una forma di debito che va a rafforzarne il capitale: la richiesta è stata tre volte maggiore, cioé di 2,5 miliardi, per delle obbligazioni che agenzie di rating come Moody’s e Fitch avevano qualificato con la "tripla C", una valutazione che corrisponde a "titoli spazzatura". La Monte Paschi ha così potuto piazzarle con un rendimento di appena il 5,375 per cento, confermando di essere in grado di rivolgersi con successo al mercato dopo la ricapitalizzazione che nel 2017 ha portato il governo italiano a possedere il 70 per cento delle azioni della banca che ha lottato a lungo sotto il peso di una montagna di debiti deteriorati. Il successo dell'asta delle obbligazioni Monte Paschi significa anche che i mercati non sono eccessivamente preoccupati dal rischio di una vittoria dei partiti euroscettici alle prossime elezioni italiane.
  
Italia: 2017 anno nero per il cinema italiano
Parigi, 12 gen 08:36 - (Agenzia Nova)  - Il 2017 è stato “un anno nero per il cinema italiano". Lo scrive “Les Echos”, riportando i dati pubblicato dall’ultimo rapporto dell’Anica. Il numero di biglietti venduti è calato del 44 per cento, mentre le entrate sono diminuite del 46 per cento, con 89 milioni di euro in meno rispetto all’anno precedente. Su un totale di 584,3 milioni di euro di incasso complessivo, le pellicole italiane hanno racimolato solamente 103 milioni, con un calo del 12 per cento: il peggior risultato del 2014. Il quotidiano economico ricorda che l’uscita della commedia “Quo vado” di Checco Zalone nel 2016 aveva generato 65,4 milioni di euro di entrate, con 9,4 milioni di biglietti venduti.

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