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Innamorato fisso
Sì al 99 per cento! Affluenza, risultati, curiosità: le previsioni della signora Gisella, 82 anni oggi
I consigli di voto dei club e gli scenari surreali di una 82enne. Ecco il referendum tra calcio, politica e ironia. Tra l'interismo orientato verso il sì e il Sassuolo verso il No, le minacce degli arbitri e il destino dei segretari comunali
E’ dai tempi del sindaco Lauro che si sono mischiati calcio e politica. E direi giustamente. Senz’altro il vizio risale al Basso Medioevo. Quindi noi interisti votiamo Sì. Vediamo insieme le indicazioni che danno i club ai propri tifosi. I dirigenti del Toro consigliano ai tifosi granata di votare Sì. Anche se il presidente Cairo deve subire Lilli Gruber e compagnia di giro a La7 e poi anche i rumors da Piazza Affari che dicono che se vince il Sì la televisione sarà venduta a Stefano Bandecchi, attuale sindaco di Terni e futuro ministro dell’Interno (2027-2032): cifra, 1 euro. E già che ci siamo, diciamo che i dirigenti della ternana danno indicazioni per il Sì. Uguale fanno quelli di Roma, Napoli, Avellino, Cremonese, Brescia, Reggina… Faccio prima a dire le società di calcio che invitano i tifosi a votare No. Premesso che la Federcalcio e il Coni invitano gli atleti a mettere la croce sul Sì, a rischio radiazione dalle competizioni sportive sono: AlbinoLeffe Calcio, Sassuolo e Cantù Basket, che sono per il No. Pagheranno questa insubordinazione con arbitri a loro sfavore per tutto il campionato. Anche diverse donne anziane di Milano sono per il No. Teniamo conto che a Milano le donne anziane sono il 62 per cento degli aventi diritto al voto. E tramite la loro portavoce, da Telelombardia è giorni che invitano per il Sì. La signora Gisella Magnani per il Foglio, ci dice le ragioni per votare Sì.
Gisella, 82 anni oggi. “Siamo stufi di vedere l’apertura dell’anno giudiziario con toghe in porpora e curiosi berretti, un conto è il collegio cardinalizio, un conto è un gruppo di laici, vincitori di concorso che si atteggiano a principi della chiesa”.
Io: “Non esageriamo, signora Gisella, anche perché suo marito pesa 180 kg e suo figlio lavora come custode auto sotto sequestro… potrebbe subire rappresaglie”.
Gisella: “Non mi interessa, voto Sì anche per l’abolizione del segretario comunale, nessuno sa chi è… ma comanda più del sindaco”.
Io: “Sì! Ma non è oggetto del Referendum il segretario comunale”. Gisella: “Per me sì!”.
Io: “Si spieghi con parole sue…”.
Gisella: “Prendiamo il dott. Antonio Di Pietro. Finita la terza media parte dal Molise per Stoccarda. Prende la maturità un anno in cinque… o viceversa. Si iscrive alla statale. Diventa laureato in Giurisprudenza. Fa il concorso per segretario comunale, lo vince…”.
Io: “Siamo sicuri di queste notizie?”.
Gisella: “Poi concorso interno per statali, diventa commissario di Polizia. Altro balzo ed entra in magistratura”.
Io: “Onore al merito!”.
Gisella: “Infatti il dott. Antonio Di Pietro vota Sì”.
Io: “Ma parliamo del clero…”.
Gisella: “Sì! Le dico subito: i preti sono per il No, mentre tutti i sacerdoti diocesani per il Sì!”.
Io: “E le suore?”.
Signora Gisella (79 kg): “Le suore non vanno più a votare da quando hanno capito che sia i presidenti di seggio sia gli scrutatori sono tutti comunisti o della Cgil”.
Io: “Signora Gisella Magnani, che affluenza prevede?”.
Lei: “9,5 per cento”.
Io: “Chi vince?”.
Lei: “99 per cento Sì, 0,5 percento No. Nulle 20 per cento”.