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innamorato fisso

Non solo la Coppa d'Africa, tutte le finali sono state ribaltate. È la giustizia, bellezza!

Maurizio Milani

Così è andata, più o meno, la decisione di dare la vittoria della competizione per Nazionali al Marocco. E non solo questa. Attenzione però, ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale. Forse

Giustizia è stata fatta. Il Marocco è campione d’Africa, la competizione tra Nazionali che la Fifa ritiene la più importante. Molto più dell’Europeo, della Coppa America e dell’Asian Cup, vinta proprio ieri dalle Filippine 1-0 contro “Pescatori uniti atollo Diego Garcia”. L’arbitro non ha voluto rivelare la sua identità. E ha fatto bene!

Tornando all’African Cup. Ricordiamo la finale. Rigore al 99esimo minuto per il Marocco, il Senegal non accetta. Fa entrare il pullman in campo e porta i giocatori in ritiro a Coverciano. Non arriveranno mai. Dopo pochi minuti il Marocco sbaglia il rigore. Il pullman dei senegalesi, che era già sulla tangenziale di Rabat, costruita da una ditta italiana, Salini Impregilo (il titolo si impenna in Borsa del 15 per cento), viene richiamato allo stadio. Il pullman è abbandonato in campagna. I giocatori del Senegal ricevono la tanto ambita coppa. Alcuni sono già in pigiama.

Oggi la Federazione calcio Africa dice: “No, comportamento antisportivo. Date indietro il trofeo”. Vittoria a tavolino 3-0 per il Marocco.

La Federcalcio del Senegal non ci sta. Esce dalla Fifa (e anche dall’Onu, dispiace). Fonde la coppa e dichiara: “Il calcio attuale non è più sport ma solo business e anche il tennis, il nuoto e le Olimpiadi. Quindi buttate giù i quattro stadi che rappresentano il football attuale. Il Millenium di Cardiff, il Paolo Fox di Creta (130 mila posti), il Maracanã e il suo gemello a Vienna (Prater, 130 mila posti). Anche l’Uefa rivede la finale di Champions League 2025, toglie il trofeo al Paris Saint-Germain e l’assegna all’altra finalista, con l’analogo punteggio di 0-3. Motivazione Uefa: noi ci adeguiamo a quello che fanno i colleghi in Africa, in effetti compensiamo l’Inter di Milano, in quanto meritava di vincere contro il Manchester City nella finale del 2023. Quindi riepilogando, anche quella finale va data a tavolino al club nerazzurro, che così ha in bacheca da oggi quattro Coppe dei campioni. Inutile fare ricorso. Anche l’Europeo vinto dall’Italia nel 1968 viene tolto e dato alla Croazia. Non essendoci più la Jugoslavia. Altre decisioni a cascata. La Coppa Uefa persa dalla Roma di Mourinho: cancellato il risultato sul campo, coppa assegnata d’ufficio ai giallorossi: 3-0 a tavolino. Mondiale Italia 90: tolto il trofeo alla Germania e assegnato all’Argentina. Messico 1978 uguale. Via il trofeo a chi ha vinto. Coppa assegnata a tavolino all’Italia di Bearzot, che però subisce analoga sorte nel Mondiale in Spagna del 1982. Italia non più mundial. Trofeo assegnato al Brasile, ingiustamente eliminato in semifinale. Scudetto 2025 tolto al Napoli? No, per adesso no! Ma potrebbero esserci sorprese dalla Fifa. E a chi lo danno? Al Bologna.

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  • Maurizio Milani
  • Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.