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Surrealismo da bere

19 Novembre 2010 alle 00:00

Tra visioni di apocalissi nucleari e raffigurazioni oniriche di paesaggi surreali, Salvador Dalì torna a Palazzo Reale di Milano a 50 anni di distanza dall’ultima volta e lo fa con una mostra curata da Vincenzo Trione e intitolata “Salvador Dalí. Il sogno si avvicina”. Un’esposizione, suddivisa in 6 stanze e resa possibile dalla straordinaria collaborazione della Fondazione Gala‐Salvador Dalí di Figueras, pronta, fino al 30 gennaio 2011, a indagare con le sue 50 opere il rapporto esistente tra pittura, paesaggio e desiderio. Offrendo inattesi spunti di riflessione in merito al legame dello stesso autore con il rinascimento italiano, il surrealismo e la metafisica. In un processo di scoperta, a metà tra il caos dell’inconscio e il silenzio degli ambienti raffigurati, che documenta così il misticismo religioso e spirituale dell’artista spagnolo, messaggero di quella visione di ricerca al di fuori degli schemi che per tutta la vita lo ha accompagnato tra sogni e paure, portandolo a unire colori, forme e dimensioni.

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