Galliani, al Milan mancano i piedi

Abbiamo smarrito la cultura del piede. Ci siamo scordati che uno che metteva troppa passione nel massaggio dei piedi della divina Mia fu preso da Marsellus e volato giù dal quarto piano. Con Galliani non si corrono questi rischi. Lui i piedi li trascura.

14 Dicembre 2015 alle 20:52

Galliani, al Milan mancano i piedi

Alessio Cerci (foto LaPresse)

Abbiamo smarrito la cultura del piede. Ci siamo scordati che uno che metteva troppa passione nel massaggio dei piedi della divina Mia fu preso da Marsellus e volato giù dal quarto piano. Con Galliani non si corrono questi rischi. Lui i piedi li trascura: non li cerca e se casualmente li trova non li culla, non li massaggia, non li bacia. Così l’articolazione celeste su cui riposa il movimento e quindi la vita scade a banale prolungamento.

 

Un tempo i generosi cugini ci dettero quattro piedi comm’il faut, educati, morbidi, raffinati, quattro mica due. Con Pirlo e Seedorf c’erano in campo geometria e armonia e precisione. Oggi abbiamo molti con piedi a ferri da stiro: i calci d’angolo escono dalla linea di fondo, i cross troppo alti o troppo bassi, i passaggi laterali troppo lunghi o troppo corti, chi riceve i cambiamenti di fronte deve fare acrobazie per tenere in campo la palla e quasi mai ci riesce. E’ la negazione del calcio come arte. Fosse solo cosa nostra, ancora ancora: ma il pressapochismo è diffuso ovunque e dilaga. Forse è colpa del pressing, forse di un calcio troppo muscolare che soffoca chi i piedi li sa usare. Fatto sta che il livello sta scadendo. Allora il Mister consulta il tattico, vien da dire ma questi ci hanno pure un tattico, ma allora che ci stanno a fare, è come se Hamilton avesse un navigatore. Allora il Mister piagnucola con gli arbitri, il che è sempre pessimo segno. In realtà dovrebbe mandarli tutti a ripetizione di fondamentali, stop controllo e tiro. D’esterno e interno piede. Di destro e di sinistro.

 

P. S.: Cazzi di un O’Malley e di un Cerasa, quando mi avete fatto sfottere l’Allegrimania, quelli stavano non ricordo più se nove o dieci punti indietro, ora stanno cinque avanti. Hanno fatto un filotto da incubo: se rivincono lo scudetto, chiamerò una squadra di spacciatori di crack ecc ecc.

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