Entrava in un bosco bagnato di luce, ieri, Cicalazadè

Nei libri fatati generati dagli alberi c'era un solo nome: luna

18 Ottobre 2017 alle 06:16

Entrava in un bosco bagnato di luce, ieri, Cicalazadè

Entrava in un bosco bagnato di luce, ieri, Cicalazadè. Lungo la strada che da Troina conduce agli estremi confini del reame lui seguiva i rami dei castagni, dei sugheri e delle altre querce. Erano alberi che gareggiavano di reticoli per dare intrecci ai libri fatati generati dalla rugiada di ogni giorno e lì, Cicalazadè, ne trovava uno. Fatto di trasparenze, il libro, arrivava alle sue mani e pagina dopo pagina, il Lupo, vi leggeva un solo nome, una sola trama, un solo finale: lu-na. E come fu, come non fu, Cicalazadè vi dimorò per l’intera notte nel bosco e così fu che – complici le parole del cunto – Luna arrivò al suo Lupo. E lo cantò, se lo baciò, se lo portò con sé.

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