un foglio internazionale

In cerca dell'occidente perduto

Ayaan Hirsi Ali spiega le ragioni di una crisi multiculturale profonda

Le nazioni occidentali si trovano in una fase di profondo cambiamento” scrive sulla Bild Ayaan Hirsi Ali. “Il cristianesimo, la fede che un tempo la maggior parte degli occidentali praticava, è stato in larga misura respinto; al suo seguito, il panorama spirituale si è rapidamente riempito di pseudoreligioni e di una crescente epidemia di disperazione. Potenze ostili come la Cina e la Russia sfruttano questa debolezza e si sono alleate in diversi ambiti, dalla vendita di armi e dalle esercitazioni militari fino alla cooperazione tecnologica. Hanno messo da parte le loro differenze storiche per concentrarsi sul loro nemico comune: gli Stati Uniti. La civiltà occidentale è minacciata anche da un altro avversario, per molti versi ancora più pericoloso: l’islamismo. Infatti, nonostante l’affermazione ingenua di politici occidentali secondo cui i migranti si integreranno e vivranno secondo le norme delle società che li accolgono, esiste in occidente un’infrastruttura ben radicata di attivisti islamisti. La loro missione dichiarata è convincere i musulmani a rifiutare i valori occidentali e a non assimilarsi. Città europee un tempo pacifiche e prospere vengono ora regolarmente scosse da una sorta di guerra culturale di tipo guerrigliero tra cittadini autoctoni e immigrati musulmani. La crisi mina proprio quei sistemi culturali, sociali e giuridici che hanno reso l’occidente un polo di attrazione per il resto del mondo. Ogni volta che si verifica un attentato terroristico di matrice islamista o un’esplosione di violenza, i politici occidentali seguono un copione ormai ben collaudato. Condannano la violenza e i responsabili e, allo stesso tempo, ammoniscono l’opinione pubblica a non equiparare tutti i musulmani alle poche mele marce responsabili degli atti. Questo copione non funziona più. 


In tutta Europa le proteste contro l’immigrazione sono ormai all’ordine del giorno e talvolta sono accompagnate da disordini e violenze. Naturalmente è vero che non tutti i musulmani nutrono sentimenti negativi verso l’occidente e che molti si sono assimilati – questi musulmani detestano i facinorosi più di chiunque altro. Ma riconoscerlo non è né rilevante né utile per comprendere e affrontare la causa del problema. La situazione peggiora invece di migliorare. La causa del fallimento dell’occidente nel gestire lo scontro tra le culture risiede nel rifiuto di confrontarsi con le forze civilizzatrici secolari che ne sono alla base. Forze che hanno plasmato anche il corso della mia vita. Ho trascorso i primi 22 anni della mia vita come musulmana credente, spostandomi con la mia famiglia tra Somalia, Arabia Saudita, Kenya ed Etiopia, prima di arrivare in Europa nel 1992. Ho trascorso la mia vita adulta confrontandomi con le profonde differenze tra la civiltà che mi ha accolta e quella che ho lasciato alle spalle. A mio avviso, esistono cinque questioni fondamentali che ci aiuteranno a comprendere meglio la portata della crisi”. 


La prima riguarda il concetto di Dio. “Il comandamento fondamentale dell’Islam è la sottomissione a Dio; quello fondamentale del cristianesimo è l’amore per Dio. Da ciò deriva un diverso tipo di relazione con Dio, con il mondo e con se stessi. Il concetto cristiano di un Dio amorevole e degli esseri umani creati a sua immagine ha plasmato una cultura diversa da quella in cui sono cresciuta. Gli ideali occidentali della dignità umana e dei diritti umani, della giustizia, della carità, della pace, del perdono e della riconciliazione sono radicati in una visione cristiana dell’essere umano e della sua fioritura”. 


Il secondo tema è il concetto di sessualità e, in particolare, lo status della donna. “Il sesso è ovunque un tema delicato, ma le donne nell’occidente moderno sono più sicure, più libere e più prospere che in qualsiasi altro momento e luogo della storia. Ciò è dovuto a un’infrastruttura giuridica e sociale che tratta donne e ragazze come persone a pieno titolo, sostenuta da un impegno filosofico per l’uguale dignità di tutti gli esseri umani”. 

 
Il terzo tema è il concetto di violenza. “Il divieto della violenza fisica è così profondamente radicato nelle società occidentali che per molti la violenza non è nemmeno un’opzione. Nel mondo musulmano, invece, la violenza è un mezzo comune di disciplinamento sociale: è così che si risolvono le controversie, si educano i figli e si afferma l’autorità sulla moglie; è così che si fanno rispettare le promesse e si costringono i debitori a pagare”. 

  
Il quarto tema è il concetto di tempo. “Nei miei primi anni in Europa rimasi scioccata nel constatare fino a che punto gli occidentali considerino il tempo come una loro proprietà. Alla base di questo ordine vi è la chiara consapevolezza che il tempo è una risorsa finita e funzionale. Il tempo non è ciclico, ma direzionale, ed è importante fare qualcosa del proprio tempo”. 

 
Il quinto e ultimo tema è il concetto di denaro. “Quando mi sono stabilita nei Paesi Bassi, il funzionamento del denaro in occidente, il sistema di credito e debito e le concezioni occidentali di proprietà e possesso mi erano estranei. Lo stesso vale per molti immigrati provenienti da paesi a maggioranza musulmana. Questo è uno dei motivi principali per cui molti immigrati finiscono rapidamente indebitati e talvolta scivolano nella criminalità. Credo che osservare il fallimento di molti immigrati musulmani nell’adattarsi alla vita in Europa e lo scontro tra le culture attraverso il prisma di questi cinque elementi possa aiutarci a comprendere meglio il compito che ci attende. Questa questione è diventata ancora più urgente dal 7 ottobre 2023. Molte persone in occidente sono rimaste scioccate dalla portata e dall’intensità delle proteste di massa avviate da gruppi islamisti – sostenuti da gruppi di sinistra – nelle università e nelle città occidentali. Crescendo nel mondo musulmano, fin dalla prima infanzia si viene educati a considerare gli ebrei come il nemico. Per me è sconvolgente sentire che una retorica islamista e antisemita venga ripetuta persino da rappresentanti eletti dei governi occidentali. Il progresso della civiltà non è irreversibile. L’occidente dovrebbe essere vigile”.

  

(Traduzione dall’inglese di Giulio Meotti)

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