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il foglio internazionale
L'Europa ha capito che deve riarmarsi, scrive il Wall Street Journal
I leader dei paesi europei avvertono gli elettori che bisognerà spendere di più per la difesa per affrontare un eventuale attacco russo, nota il quotidiano americano: "Gli elettori europei dovranno decidere se sono disposti a sacrificare alcune prestazioni sociali per garantire la sicurezza nazionale"
E’ la stagione della pace e della buona volontà, a meno che non siate funzionari della difesa europea” scrive il Wall Street Journal. “In tal caso, probabilmente avrete passato le ultime due settimane a lanciare avvertimenti sull’imminente guerra con la Russia. L’Europa si sta finalmente rendendo conto di questo nuovo mondo pericoloso. ‘Dobbiamo essere preparati alla portata della guerra che i nostri nonni o bisnonni hanno dovuto sopportare’, ha avvertito Mark Rutte. L’avversario sarebbe la Russia, ha detto il segretario della Nato a un pubblico a Berlino, affermando che l’Europa deve spendere di più per la difesa. Il cancelliere tedesco Merz ha dichiarato che Putin nutre ambizioni espansionistiche simili a quelle dei nazisti dopo l’annessione dei Sudeti nel 1938. Richard Knighton, il più alto ufficiale militare britannico, ha avvertito che gli inglesi devono essere pronti a combattere per il loro paese in caso di attacco russo. Allarmi simili stanno diventando comuni in tutto il continente. Una domanda legittima è: perché ci è voluto così tanto tempo?
I piani di Putin sono noti almeno dalla sua invettiva contro la Nato alla conferenza di Monaco del 2007. Putin ha inviato le sue spie a uccidere i suoi nemici sul suolo Nato, in particolare l’assassinio di Alexander Litvinenko nel 2006 e il complotto con agente nervino nel Regno Unito del 2018. La sua invasione dell’Ucraina nel 2014 avrebbe dovuto far scattare l’allarme, ma Barack Obama e Angela Merkel hanno invece tentato l’appeasement. Mentre la guerra in Ucraina si protrae, anche la Russia sta diventando più audace nel testare la Nato con incursioni di droni e un presunto attacco a una linea ferroviaria polacca. Le ambizioni di Putin di ricostituire un impero russo non sono cambiate, ma l’Europa sì. Questo è il problema interno a cui i vertici della difesa stanno rispondendo. La sfida immediata è che la situazione fiscale europea si è deteriorata materialmente. I governi sono diventati significativamente più indebitati a causa della spesa pubblica dovuta alla pandemia e con sistemi di previdenza sociale non riformati. La popolazione sta invecchiando, mentre la crescita economica rallenta sotto il peso di tasse elevate e di una regolamentazione invadente. Tutto ciò rende politicamente difficile aumentare la spesa per la difesa.
Gli elettori europei dovranno decidere se sono disposti a sacrificare alcune prestazioni sociali per garantire la sicurezza nazionale. I loro leader politici e militari stanno facendo loro il favore di spiegare la posta in gioco e i rischi, nel tentativo di convincere gli elettori ad accettare le riforme della spesa. A peggiorare l’urgenza, l’Europa sta iniziando a temere che Trump possa fare sul serio, ovvero che l’Europa si autofinanzia la difesa.
La nuova strategia di Trump per la sicurezza nazionale ha chiarito il concetto in termini crudi. Gli europei speravano che le critiche di Trump fossero una manovra di contrattazione. Ma il vicepresidente J.D. Vance e i suoi alleati al Pentagono credono davvero che gli Stati Uniti debbano svolgere un ruolo minore in Europa. Una caricatura americana ingiusta dell’Europa è che a nessuno nel continente importa della difesa. Questo vale per molti politici, ma non pochi – e la maggior parte dei più importanti – ne hanno visto i pericoli da tempo. La sfida è convincere gli elettori europei a sacrificarsi per il bene della difesa”. (Traduzione di Giulio Meotti)