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Il requiem della destra francese

Una serata a Parigi in tributo alla morte dei Repubblicani, implosi dopo l'elezione di Emmanuel Macron, scrive il Financial Times (22/3)

26 Marzo 2018 alle 10:25

Il requiem della destra francese

François Fillon visita la Mediatheque di Grand Troyes, nel nord est della Francia (foto LaPresse)

All’inizio di questo mese, 65 ospiti stavano aspettando un requiem per flauto e archi. L’umore era allegro, perché questo requiem era un concetto politico. Il pezzo di musica era un tributo alla ‘morte della destra francese’”. Così il Financial Times. “Il conduttore, Philippe Villin, un sostenitore del partito repubblicano di centro-destra, consigliere di Nicolas Sarkozy e il più esuberante banchiere e lobbista di Parigi, ha avuto l’idea di commissionare il requiem durante le elezioni francesi del 2017.

 

François Fillon, il candidato repubblicano alla presidenza, veniva indagato con l’accusa di aver dichiarato un lavoro parlamentare fittizio per sua moglie. Poche settimane dopo, il debuttante politico Emmanuel Macron si è qualificato per il secondo turno contro il candidato di estrema destra Marine Le Pen. ‘Stavo bevendo il mio quinto Jack Daniels. Stavo prevedendo l’elezione di Macron e l’implosione della destra’, ha detto Villin ai suoi ospiti, che erano per lo più imprenditori e dirigenti. Come quasi tutti in Francia, il veterano finanziario di 63 anni non aveva previsto la vittoria del signor Fillon nelle primarie del partito di centro-destra: aveva puntato sul ritorno politico di Sarkozy.

 

Dopo cinque anni di presidenza socialista profondamente impopolare di François Hollande, l’elezione di Macron ha precipitato l’annientamento del Partito socialista. Ma sin dalla sua elezione, il presidente ha cercato di distruggere anche il centrodestra, con un certo successo. Edouard Philippe, da tempo protetto di Alain Juppé e del ministro delle Finanze Bruno Le Maire, è diventato primo ministro. Le figure repubblicane senior hanno lasciato il partito e hanno creato nuovi movimenti politici. Quelli che sono rimasti si sono spostati a destra. Gli intransigenti hanno eletto Laurent Wauquiez come loro nuovo leader. ‘Senza alleati, saremo all’opposizione per molto tempo’, ha detto Wauquiez. ‘Il Front National si è evoluto’. I due partiti si sono divisi sull’economia, ma il Front e i Repubblicani hanno avuto una linea simile sull’immigrazione, ha osservato. La signora Le Pen, indebolita dalla sua scarsa prestazione in un dibattito televisivo contro Macron, ha infranto il tabù, promettendo di cercare alleanze con Wauquiez alle elezioni locali. La scorsa settimana ha chiesto agli elettori del Front National di sostenere un candidato repubblicano alle elezioni suppletive nell’isola di Mayotte.

 

Nel frattempo, nell’appartamento del signor Villin, il pezzo di otto minuti del compositore francese Karol Beffa è iniziato come un acuto lamento, ma in qualche modo è finito con una nota gioiosa. Dopo il concerto, gli ospiti hanno trovato conforto nei divani. Per molti, il pro-business Macron è un presidente accettabile, se non ideale, che ha da tempo fatto riforme attese e che non nessuno ha avuto il coraggio di far passare. Il signor Villin, mentre è ancora un critico fedele del presidente centrista, sembrava in pace. ‘E’ difficile essere arrabbiati con qualcuno che taglia le tasse’, ha osservato un ospite”.

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