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Il romanzo criminale di Sarkozy

E’ quello che si potrebbe scrivere sulla fine lenta e spietata del “petit président” e del suo sistema di potere

26 Marzo 2018 alle 10:32

Il romanzo criminale di Sarkozy

L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy (foto LaPresse)

La sua triste parabola è terminata giovedì, in una periferia di Parigi, negli uffici bui del reparto anti-corruzione della polizia giudiziaria di Nanterre, in quel comune dove cinquant’anni fa scoppiò la prima scintilla del ‘68, l’odiato ‘68, contro il quale si è scagliato tutta la vita, additandolo come la “causa di tutti i mali della Francia”. “Corruzione passiva”, “finanziamento illegale della campagna elettorale” e “occultamento di fondi pubblici libici”, tre macigni che pesano sulla sua figura e sulla storia, quella...

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Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha anche scritto un libro, Macron. La rivoluzione liberale francese, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, la cucina emiliana, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Collabora inoltre con il mensile francese Causeur.

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