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L’ascesa dei “populisti della tolleranza”

In Olanda la politica identitaria non era appannaggio di Wilders, scrive l’Economist

27 Marzo 2017 alle 18:26

L’ascesa dei “populisti della tolleranza”

Olanda, Wilders e Rutte dopo le elezioni (foto LaPresse)

"Per molti osservatori delle elezioni nei Paesi Bassi vi era una sola storia: il destino di Geert Wilders, il nativista biondo che vuole vietare il Corano e uscire dall’Unione europea”. Così l’Economist analizza un aspetto poco raccontato delle elezioni olandesi. Non c’è stata alcuna “tripletta populista”, dopo i trionfi di Brexit e Trump. “Fino ad ora, la politica dell’identità in Europa è stata in gran parte ceduta alla destra del calibro di Wilders. I partiti tradizionali di destra e sinistra fanno fatica a trovare il vocabolario per discutere di cultura, nazione, razza e immigrazione; alcuni cambiano soggetto, altri docilmente scimmiottano l’estrema destra”. Ma nei Paesi Bassi ci sono due partiti emergenti che si sono impossessati, da sinistra, della politica identitaria. Sono i Verdi che hanno triplicato il numero dei seggi. “Jesse Klaver, il trentenne capo dei Verdi di sinistra ha descritto una visione dell’identità nazionale centrata sulla tolleranza, l’apertura e l’internazionalismo che secondo lui era sotto assedio da destra. E la politica di identità olandese ha trovato una terza dimensione, quella più preoccupante con il Denk, partito destinato ai musulmani olandesi”. Partito identitario, filoislamico, filoturco.

  

Economist (22/3/2017)

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