Ernesto Fürstenberg Fassio e Mario Draghi
Foglio Ai
Il metodo Draghi che serve all'Italia
Dalle parole pronunciate al Premio Bancor emerge una lezione di economia poco spettacolare ma decisiva: partire dai fatti, pensare nel lungo periodo, ridurre l’incertezze
Le parole di Mario Draghi pronunciate in occasione del Premio Bancor (premio che nasce nel 2022 da un’iniziativa dell’Associazione Guido Carli con il patrocinio di Banca Ifis) possono essere lette come un promemoria utile per l’economia italiana, più che come una celebrazione personale. Dentro quel richiamo al pragmatismo e al rigore analitico c’è un metodo che all’Italia manca spesso: partire dai fatti, non dalle convenienze del momento, e costruire le scelte economiche guardando oltre l’orizzonte immediato.
La prima lezione riguarda il modo in cui si prendono le decisioni. Draghi suggerisce, senza dirlo esplicitamente, che l’economia non è un terreno per tifoserie. Le politiche pubbliche funzionano quando nascono da diagnosi corrette, quando si riconosce cosa è strutturale e cosa è temporaneo, quando si evita di trasformare ogni problema in uno scontro identitario. In Italia accade spesso il contrario: il dibattito economico si semplifica fino a diventare una caricatura, e così si perdono tempo e opportunità. La seconda lezione riguarda il rapporto con il tempo. L’approccio di Draghi invita a uscire dalla logica dell’emergenza continua. Un paese che vive solo di interventi tampone, di eccezioni e di misure a scadenza breve finisce per indebolire la propria crescita. Pensare in termini di transizione significa invece accettare che produttività, innovazione, conti pubblici e competitività richiedono continuità, coerenza e politiche che non cambino a ogni cambio di clima politico.
C’è poi una lezione sulla fiducia, tema centrale anche se spesso trascurato. Le economie crescono quando imprese, lavoratori e investitori credono che le regole non siano provvisorie e che gli impegni presi abbiano un seguito. La cooperazione tra istituzioni, mercato e partner internazionali non è un valore astratto, ma una condizione concreta per ridurre l’incertezza e attrarre investimenti. Infine, dalle parole di Draghi emerge un’idea semplice: governare l’economia significa scegliere una direzione e mantenerla, anche quando è più facile rinviare. Per l’Italia la lezione è tutta qui: meno reazioni istintive, più visione; meno dibattito urlato, più capacità di costruire nel tempo. Non è una ricetta miracolosa, ma è un metodo che funziona.