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Il mio ruolo naturale lo decido io, e così nessuno si farà male

Non abbiamo il tempo di prendere sul serio i giovani leghisti di Crotone, la vita è altrove

8 Marzo 2019 alle 10:29

Il mio ruolo naturale lo decido io, e così nessuno si farà male

Ho letto a mia figlia il volantino dei giovani leghisti di Crotone, quello sul ruolo naturale della donna minacciato dall’autodeterminazione, e lei si è fatta una risata incredula. Mi ha detto che era uno scherzo, mentre mio figlio mi chiedeva se anche lui ha un ruolo naturale, forse pensava al ruolo naturale del saltatore di divani.

  

Sua sorella gli ha detto: il tuo ruolo naturale è che se non obbedisci alla mamma lei all’inizio fa finta di avere pazienza e prova a convincerti, ma tu come al solito continui a fare lo scemo, allora lei diventa feroce e mette in punizione anche me, e io divento feroce con te. Il tuo ruolo naturale è che fai quello che diciamo noi. Lui ha detto che come ruolo naturale lo accetta, per ora gli va anche bene, ma che non vuole per nessun motivo dormire in stanza da solo. Il guaio è che abbiamo deciso di separare al più presto le stanze, perché nel ruolo naturale di mia figlia, e nella sua missione sociale, c’è che è diventata molto insofferente verso suo fratello, e sta crescendo e non lo vuole assolutamente tra i piedi (soprattutto vuole che i suoi amici pensino che lei non lo vuole assolutamente tra i piedi).

  

E’ partita allora una serie di recriminazioni e di minacce anche fisiche, lei ha detto: io non ne posso più e voglio stare da sola, lui ha detto: non mi importa niente, io da solo non ci sto fino a quando compio undici anni (non ne ha ancora compiuti dieci), e come sempre si sono picchiati mentre io cercavo di lavorare, ma ho notato con la coda dell’occhio che Giulio non dava più i suoi soliti pugni rotondi, da finto pugile, erano ormai i pugni di chi sta perdendo ogni certezza e colpisce l’aria, e infatti stava piangendo. Allora io, che sono una donna e ho il mio ruolo naturale a sostegno della vita e della famiglia nonché una grande missione sociale per la sopravvivenza della nazione, sono intervenuta per separarli, con molta dolcezza, cioè minacciandoli di farli dormire per terra in bagno. Si sono calmati, abbiamo mangiato molta pasta al burro e abbiamo negoziato a lungo la libertà di Benedetta e gli orari di ingresso libero nella sua stanza, finché io ho desiderato solo di addormentarmi per terra in bagno.

  

   

   

   

Come è evidente, nessuno di noi ha il tempo di prendere sul serio i giovani leghisti di Crotone, perché la vita sta tutta da un’altra parte. Sta nelle stanze da separare, nel lavoro da finire, nella sveglia al mattino presto, nella pasta al burro che è sempre buonissima, sta nei milioni di cose su cui non siamo mai d’accordo, nella voglia di scappare o di stare ancora insieme. Sta in quello che decido di prendermi, e in quello che lascio andare. Stiamo talmente da un’altra parte che mia figlia non capisce nemmeno che cosa ci sia scritto, su quel volantino, lei sta sulla Terra e il volantino arriva da Marte, e io non ho intenzione di spiegarglielo perché anche io sto sulla Terra, e ci rimango insieme a tutti gli altri. Sul pavimento del bagno o dove mi pare, per strada di notte, a casa al mattino senza nessuno intorno (tranne il cane che ha questo ruolo naturale di mia ombra implorante) e senza lavare nessuna tazza della colazione, oppure infuriandomi perché c’è un cucchiaino fuori posto. In quel caso lo fotografo e lo mando su whatsapp.

    

Il mio ruolo naturale lo decido io, ho detto davanti a questo enorme piatto di pasta al burro, e nessuno si farà male.

Erano tutti d’accordo, erano sempre stati d’accordo, e Giulio ha sparecchiato la tavola con grande trasporto, dicendo che come ruolo naturale sceglie il guardatore di youtubers, mentre quello di sua sorella è sempre la guastafeste. Abbiamo deciso, ho deciso, che quella era la prima notte delle stanze separate. Porte aperte, luci accese, cani smarriti, ruoli naturali scambiati, lacrime trattenute. Ma mia figlia all’improvviso ha cambiato idea, ha detto: vieni qui, maschio piccolo e indifeso, perché ho un po’ di paura anch’io.

Annalena Benini

Annalena Benini

Nata a Ferrara nel 1975, laureata in Legge, è al Foglio dal 2001. Scrive di costume, di persone, di libri e di quello che succede. Cura per il Foglio un inserto settimanale, Il Figlio, che esce ogni venerdì. Vive a Roma, è sposata e ha due figli.

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Commenti all'articolo

  • emiliosisi

    08 Marzo 2019 - 18:06

    Si chiama Volontà di potenza, e riguarda donne e uomini, sorry, uomini e donne.

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  • Massimo Emiliano

    08 Marzo 2019 - 15:03

    Se continuerete a umiliare il piccolo Giulio, lei e sua figlia, non meravigliatevi poi se da grande sarà un misogino, quei pugnetti all'aria e innocenti ora non saranno sempre tali. Conservi il volantino "maschilista", un giorno lo capirà. Buon 8 marzo.

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