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Il viaggiator Fronterrè

29 Maggio 2014 alle 11:13

Carissimo Michele Fronterrè, io sto a Dortmund e la vedo come Lei. Non giudico né bene né male quelli con la scopa elettrica in mano ma sono cosciente esattamente come Lei che gli unici "affari" che possono fare imprese italiane sono quelli fatti all'estero. Io vedo le cose da qui con lo stesso colore. E lo scrivo qui, non ogni giorno (per non annoiare), ma una volta ogni tanto mi faccio vivo e lo scrivo che stanno sbagliando tutto giù da voi. Non mi pubblicano mai! Dico mai. Lo scrivo con puntualità che stanno sbagliando, da anni lo ripeto... che devono approfondire, grattare via la propaganda e guardare le cose. Non lo nota nessuno. Nemmeno quelli che dicevano di avere i mezzi per farlo. Questo giornale su tutti: qui da poco si è raccontato il futuro: Angela Renzi... qualcuno ci sperava persino. Questo é lo stesso giornale del "tenetemi da conto Monti" (ancora rabbrividisco). Se pure qui si racconta la storia delle sorti progressive, Lei capisce che non c'é scampo. Il Suo dover viaggiare per concludere affari pena il fallimento la chiamano "crescita dell'export"... Cioè il suo "unico vero modo di farcela" diventa statistica positiva. Ma é tutto un trucco! Un' Abracadabra. E lei, mi dispiace, é una pedina! Avanti cosí Sig. Fronterrè, viaggi! La Bresso e Cofferati contano su di Lei. Tutti contano su di Lei... anche quelli che ancora sperano di incassare gli 80 Euro contano su di Lei... Continui a viaggiare! L'importante che la Tasi, l'Irap e l'acconto IVA li paghi in Patria. Non faccia triangolazioni fiscali come Google... perché Lei non è cool e la Finanza le farebbe il mazzo. E poi Lei è l'Export che cresce si accontenti. Buon lavoro.

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