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Bruxelles, città della terza età

28 Maggio 2014 alle 16:11

Mentre in Italia si commentavano i risultati delle elezioni europee, me ne volavo a Madrid. Per affari. Perché mentre la maggior parte dell’Italia fa la giudiziosa e crede nell’Italia perché, in verità, non ha le capacità e la forza per credere in nient’altro, l’unico vero modo per farcela è andare a fare affari fuori. Fateci caso, se togliete dal conto tutti quelli che sono attaccati casa e famiglia allo stipendiuccio statale, moderatissimi, cattolicissimi, family man sempre con la scopa elettrica in mano perché sperano che con il giudizio salveranno dalla polvere il futuro dei propri figli, quei pochi altri che tirano la carretta riescono ancora a farcela perché i ricavi se li vanno a prendere all’estero. Appena superi le Alpi, la prospettiva con cui guardi l’Italia cambia notevolmente. Basta accendere la TV in hotel e scopri quanto l’Italia sia insignificante. Una perenne non notizia. Nessun socialista spagnolo, nel commentare il pessimo risultato elettorale del proprio partito, ha detto: “Per fortuna c’è Renzi in Italia”. Ecco. Chi è andato a votare in Piemonte per le Europee, e ha votato PD, ha scelto, oltre che la capolista Mosca, che non so chi sia, Mercedes Bresso (ma non dovevamo vederti più ?) e Sergio Cofferati. Insomma, un parterre all’insegna del rinnovamento. La Bresso, che aveva perso contro Cota le elezioni regionali in Piemonte cinque anni fa, ha 70 anni. Cofferati di anni ne ha 66. Insomma Bruxelles, dove secondo qualcuno si decide il futuro dell’Europa, è la città della terza età.

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