cerca

Integrazione e solidarietà

27 Settembre 2011 alle 13:30

E' necessario che quando un paese ha bisogno d'aiuto questo aiuto debba essere dato nel paese medesimo che ha bisogno d'aiuto, con una programmazione equilibrata dell' Onu , dell'America, dell'Europa, di tutti . Deve essere ben chiaro che al di fuori di una programmazione ben coordinata e razionale nessuna integrazione é possibile in nessun paese del mondo. Nessuna integrazione superficialmente controllata può essere realizzata. Non è più ammissibile la solidarietà fra "gente da poco". Gli immigrati non sono solo e semplicemente un problema etnico, sociale o religioso. La società finisce, in realtà, per disintegrarsi ed impoverirsi se la società medesima non è in grado di integrare gli immigrati ed è impossibilitata a riceverli. Non dobbiamo dimenticare che le città devono continuamente ridimensionarsi ristrutturarsi di continuo, col rischio di proliferare in periferie disordinate ed incontrollabili con spese impensabili. Non dobbiamo dimenticare che gli immigrati devono essere continuamente controllati affinché si possano inserire efficacemente nella società che li ospita. L’integrazione è veramente difficile e costosissima. Un pensiero particolare deve essere rivolto ai musulmani integralisti che sono disposti ad annientare gli infedeli che non vogliono condividere le loro idee non solo religiose, quando ha fame o si sente sfruttato. Molti sono pronti ad infiltrarsi nel paese che lo ospita e starsene calmissimi per tanto tempo, e poi esplodere.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi