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Disoccupazione giovanile

27 Settembre 2011 alle 18:00

Sento di percentuali alte di giovani disoccupati, poi sento che mancano un numero spropositato di addetti ai panificatori, sento un meccanico della "laboriosa Brianza" che non riesce a trovare un perito meccanico per il settore revisioni auto perché occorre lavorare il sabato (ovviamente compensato con altra giornata di riposo settimanale). Oggi sento che Montezemolo fa una imprevista fatica a trovare 600 capitreno per la sua nascente compagnia ferroviaria, perché hanno i turni e si lavora anche il sabato e la domenica, obbligandolo a rivolgersi a extracomunitari, sia pure di seconda generazione. Poi mi guardo in giro (sono nel "ricco" nord) e vedo un ragazzo bocciato due volte alla maturità tecnica, l'ultima a luglio scorso, che già lavora. Vedo un laureando breve in ingegneria informatica del Politecnico di Milano che prima ancora di discutere la tesi ha già una decente proposta di lavoro, al suo primo colloquio (informale) di lavoro. Allora mi domando se è il lavoro che manca, o abbiamo coltivato laureati in materie inutili in sovrannumero (magari per assicurare il lavoro a docenti inutili), o, peggio, abbiamo cresciuto generazioni con un buon 27% di "cagacazzi" (mutuando l'espressione da un intervento di un militante del PCI ai tempi della "Cosa" di Moretti). Semmai, non è che, con la scusa dell'alta disoccupazione giovanile, i giovani che vogliono lavorare trovano stage, apprendistato e ogni altro contratto che la fantasia nostrana abbia inventato per sottopagarli (e senza contare il lavoro in nero)? Già, perché sento di casi anche di questo tipo.

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