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Sulla credibilità

26 Settembre 2011 alle 17:05

Se qualcuno vuole essere credibile, ciò dipende non da quello che egli è, ma da quello che non è. Il sé diventa apparenza cui contrapporre un altro sé, un al di là, un sé credibile legato alla volontà di considerare apparenza il sé originario. Così colui che vuole essere credibile si occupa di distribuire i torti, di attribuire responsabilità, di negare l'innocenza, di accusare e giudicare qualunque sistema. Chi è più credibile allora del mafioso pentito, del collaboratore di giustizia, del conduttore televisivo,e del governatore di una qualunque banca centrale?

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