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Merli e Gatti, ovvero quando le azioni buone "umane" sono atroci

13 Maggio 2009 alle 10:21

Nel mio giardino, ogni tanto, vengono dei merli che hanno nidificato su di un albero vicino a cacciare qualche lombrico o lumaca. Cosicché ho incominciato a raccogliere le molliche di pane e qualche rimasuglio del pranzo, come nervetti e grassetti di carne per darli a questi simpatici ed intraprendenti uccelli che se ne cibano a sazietà. Dopo un po’ di tempo i volatili sono aumentati: non solo i neri merli, ma arrivarono a cibarsi anche i fringuelli le gazze ed i pettirossi migranti, con mio sommo piacere, perché mi sembrava di far un’opera buona come ha insegnato S.Francesco, il quale accudiva anche lupi, cani, ed altri animali che andavano tutti d’accordo. Un giorno però ho visto il mio gatto che dentro casa giocava con un trofeo di caccia formato da un piccolo merlo che si era appena involato dal nido nel posto dove ponevo il becchime. Il giorno dopo, scrutai altri gatti del vicinato che si appostavano vicino alla mensa degli uccelli in attesa della loro migrazione: mi sentii tanto Franceschini o Fini! Così ripulii quel posto e vi posi un piccolo spaventapasseri a forma di gatto, sperando che gli uccelli continuassero a vivere dove potevano essere liberi di sopravvivere indipendentemente dal nostro buon cuore “umano”.

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