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No all'allarme sociale sugli aperitivo-dipendenti

Ohibò! Leggiamo che molti psicologi e nutrizionisti lamentano un incremento esponenziale della sindrome da "aperitivo-dipendenza" – la quale si manifesta, pare, con uno o più dei seguenti sintomi: ansietà, disturbi ossessivo-compulsivi dell'alimentazione dopo giorni e giorni di spizzicamento aperitivistico, amnesia (da eccesso di alcol) e fobia sociale (mah!).

4 Maggio 2009 alle 19:55

Ohibò! Leggiamo che molti psicologi e nutrizionisti lamentano un incremento esponenziale della sindrome da "aperitivo-dipendenza" – la quale si manifesta, pare, con uno o più dei seguenti sintomi: ansietà, disturbi ossessivo-compulsivi dell'alimentazione (dopo giorni e giorni di spizzicamento aperitivistico, pare), amnesia (da eccesso di alcol) e fobia sociale (mah!). A parte casi isolati, a noi pare invece che l'aperitivo, mettendo tutto e tutti in scena, limiti fortemente l'eccesso (un po' di vizio tutti i giorni uguale contenimento del vizio, secondo noi). Sconvolti da tale ingiusta accusa anti-aperitivo, chiediamo l'opinione dei lettori. Intanto ci beviamo su. Cocktail del giorno: New Jersey (con kiwi o senza).

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.

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