cerca

Un Maroni al Sud?

Storia quasi natalizia di Severino Nappi, forzista campano che vuole esportare il referendum

24 Dicembre 2017 alle 06:14

Un Maroni al Sud?

Severino Nappi (foto LaPresse)

Sta a vedere che Roberto Maroni riesce a fare proseliti, probabilmente a sua insaputa, anche a latitudini assai lontane dalo scorrere del sacro Po, che ormai tanto sacro non è più tanto, al tempo di Matteo Salvini, capitano sovranista. Così, mentre la Lega perde il nord (nel logo e forse un po’ come visuale), le idee della Lega autonomista pare possano germogliare al Sud. ma non esattamente nella “Lega sud” su cui il Matteo ha sudato finora invano tante camicie. Bizzarrie della politica? Percorsi concreti?

 

A sentire Severino Nappi, ex assessore nella giunta campana di Caldoro, consigliere regionale, esponente di Forza Italia che secondo i rumors non confermati potrebbe essere nel dream team che Berlusconi, Letta e Ghedini stanno provando a costruire ad Arcore per essere i veri vincitori di marzo (e i due Matteo stanno a guardare, e poi dovranno trattare), ecco, a sentire Severino Nappi non pare una boutade. Ma chissà. Lui è convinto, convintissimo, che anche per il Sud serva un referendum per l’autonomia. Proprio come quelli (legali e di valore virtuale, ribadiamo, prima che ci prendano per catalani) vinti da Bobo Maroni e Luca Zaia a settembre, e che avevano un sottotitolo non scritto ma grande come una casa: il Nord paga troppo e ottiene troppo poco. Didascalia, sempre non scritta: al Sud, invece… E adesso, incredibilmente, c’è qualcuno al Sud che vuole l’autonomia? ‘Noi abbiamo un paese strano, con uno stato che è opprimente al Nord e assente al Sud – spiega Nappi al Foglio – Il tema non è soltanto quello di lasciare il potere al Nord di gestire in autonomia le sue risorse. Noi abbiamo un tema ancora più grave nel Meridione, ovvero quello di restituire credibilità alle istituzioni e attraverso quello che manca davvero. Quindi la nostra proposta è di fare un referendum per l’autonomia. Dove si scrive autonomia, ma si legge diritti e servizi. Oggi questo manca da noi”.

 

Diritti e servizi però costano. Quindi alla fine è sempre una questione di risorse, ovviamente. “Noi vogliamo riequilibrare. Ripartiamo dall’articolo 116 della Costituzione. E voglio fare qualche esempio”. Facciamolo, perché il milanese (anche quello non imbruttito) trasecola. “Sapete che le risorse per la Sanità vengono ripartite in base all'età dei cittadini e non per esempio alla povertà e al reddito? Il risultato è che solo la Campania perde 300 milioni di euro l’anno perché se uno calcola solo l’età, rimangono fuori quelli che sono i bisogni reali”. Non è finita, per Nappi. “Parliamo dell’istruzione, dalla mensa al pulmino, all’asilo nido. La ripartizione avviene sulla spesa storica. Vuol dire che se un comune non aveva mai messo i soldi per la mensa, non li avrà mai”. O se ne aveva messi troppi, e sprecava, continuerà ad averne di più di quelli virtuosi che a Nord risparmiavano. “Sì, questo è vero. Ma noi veniamo da stagioni scellerate, rispetto ad amministrazioni del Sud che hanno speso male. Tuttavia se uno continua a sanzionare il Sud non si restringe mai la distanza. E poi vorrei dire che negli anni del boom fino al 1972, il Sud cresceva più del Nord. Quando il Sud cresceva più del Nord cresceva tutto il paese. Quindi bisogna riordinare il sistema”.

 

Chissà se Maroni è d’accordo con questa interpretazione del referendum. “Noi dobbiamo responsabilizzare il Mezzogiorno sull’esistente, non sulle colpe del passato. Il 40 per cento di quello che produce, la Lombardia lo vende al Sud. Se non facciamo uno sforzo in questa prospettiva rischiamo di peggiorare tutto il paese. La verità è che per esempio sulla manutenzione stradale per ogni euro speso a Sud ce ne sono 8 spesi al Nord”. Attenzione, così ci si avvicina pericolosamente all’anti referendum per l'autonomia… “No, invece non lo è. E’ un modo per operare direttamente per dare maggiore autonomia rispetto all’erogazione del servizio. Superiamo il concetto che noi vogliamo far arretrare il Nord. Noi vogliamo far crescere il Sud. Oggi le Fondazioni bancarie investono quasi tutto da Roma in su. Noi non dobbiamo avere più degli altri, ma dobbiamo avere gli stessi diritti”. C’è anche una parte pratica, che Severino Nappi enuncia fermo: “Come centrodestra siamo uniti per cercare di rimodulare la ripartizione. Procederemo nei vari Consigli regionali, ci sono già iter in corso in Campania e Calabria. Vogliamo articolare il federalismo in modo non divisivo. Al Nord c’è bisogno di uno stato più leggero, al sud invece uno stato più presente”. Parole buone. Natale.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi