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Gli Amici di Brera festeggiano e donano. Arnaldo Pomodoro e Milano

Francesca Amé

Dalla lungimiranza di Ettore Modigliani agli ultimi lasciti dell'artista, la città riscopre una tradizione di generosità culturale lunga un secolo

Un po’ annoiati, a tratti preoccupati da queste cronache preolimpiche, a meno di dieci giorni da Milano-Cortina 2026 meglio tornare indietro di cento anni: quando in città succedevano cose interessanti.

Era il 1926, ad esempio, quando Ettore Modigliani – museologo che già dopo la Prima guerra mondiale si era occupato del recupero di opere d’arte trafugate in Austria e che poi fu soprintendente ai monumenti della Lombardia e direttore della neonata Pinacoteca di Brera – fondò l’associazione Amici di Brera. Progetto incredibilmente visionario per l’epoca, si nutriva dello spirito guida di Modigliani e di un buon numero di soci pronti a metter mano al portafoglio per arricchire la collezione del museo statale. Poco prima di venire sciolta dal regime fascista – con Modigliani, a sei giorni dalla pensione, espulso dall’amministrazione dello Stato perché ebreo – l’Associazione riuscì a raccogliere i contributi per comprare la Cena in Emmaus di Caravaggio, a oggi una delle perle della Pinacoteca. Fu un atto di generosità e di impegno civile notevole, da celebrare a dovere: ne è convinta oggi l’Associazione Amici di Brera, riportata in vita nel ’49 da quel genio iperattivo di Fernanda Wittgens, altra indimenticabile direttrice, e sempre pronta a onorare la generosità passata. “Sento la responsabilità di continuare su questa strada», dice oggio il presidente Carlo Orsi. E quindi ecco le donazioni del 2026, decisamente simboliche: il ritratto di Ettore Modigliani in giacca scura con panciotto (e sguardo buono e meditabondo) realizzato dal raffinato pittore inglese Harold Knight e poi il ritratto di Ignazio Fumagalli, già segretario dell’Accademia di Brera negli anni Trenta dell’Ottocento, realizzato da Giuseppe Bossi (a proposito di celebrazioni: l’Accademia ha da poco festeggiato i suoi 250 anni con una lectio magistralis di Giulio Paolini). In arrivo anche un’altra importante donazione per Brera: due monumentali cartoni preparatori di Francesco Hayez e Pelagio Palagi, dono di Francesca Luchi. Un’ulteriore donazione degli Amici è destinata invece alla sede del CASVA (il Centro di Alti Studi sulle Arti Visive che ha da poco aperto al QT8) ma riguarda Brera da vicino: è il Fondo Stirling su Palazzo Citterio, che testimonia con fotografie e documenti la realizzazione, negli anni Ottanta, della sala ipogea e brutalista di James Stirling (quella in cui è in arrivo l’installazione di William Kentridge dedicata a Giorgio Morandi). Finora il Fondo era conservato nell’ufficio degli Amici di Brera grazie all’impegno del presidente onorario Ennio Brion, ma presto sarà fruibile da tutti.

C’è un’altra generosità centenaria da ricordare, in questi giorni. Il maestro Arnaldo Pomodoro avrebbe compiuto cento anni il prossimo giugno: è morto invece sette mesi fa e, per la prima volta dopo trent’anni la Fondazione da lui creata e fortemente voluta si è trovata “orfana” a stilare il programma annuale di iniziative. Ne è uscito un calendario in cui spicca una grande mostra celebrativa, che si terrà in primavera negli spazi delle Gallerie d’Italia di piazza della Scala, con una quarantina di opere, tra cui la monumentale Sfera del giardino del museo. Pomodoro, come ricorda Carlotta Montebello, nipote dello scultore e direttrice della Fondazione, è sempre stato un uomo generoso e particolarmente sensibile ai nuovi talenti. Per questo il premio da lui ideato vent’anni fa e rivolto agli scultori under 45 sarà rilanciato anche con una mostra che coinvolgerà i cinque migliori partecipanti e che si terrà negli spazi di ICA, in aprile. Nel frattempo, l’archivio della Fondazione continuerà a essere digitalizzato per essere consultabile gratuitamente, strumento prezioso per gli studenti.

Good news finale: a cento anni dalla nascita del maestro, la biblioteca personale di storia dell’arte di Arnaldo Pomodoro, oltre 5.000 volumi e centinaia di periodici specializzati, sarà donata alla Statale. Nascerà così il Fondo Pomodoro nella biblioteca di Storia dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo dell’ateneo milanese, che catalogherà il tutto e ne garantirà la consultazione gratuita.

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