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“Benedetta tu, sorella neve”, che ora manca ma fiocca a Casa Testori
A Milano la neve manca dal dicembre del 2020, ma ancor più si avverte la mancanza di una neve testoriana, qualcosa di non registrabile dall’app del meteo, ma dall’aria che si respira in città
Rileggere Testori quarant’anni dopo, giusto a un mese degli olimpici giochi invernali: “Dolcemente, inesorabilmente, com’è uso dei fatti, tutti, di natura, in poche ore, la neve ha coperto la grande, cara Milano. L’ha coperta, è vero, ma lungi dal seppellirla dentro il suo grembo, tanto più tenero e caldo, quanto più sembra algido e duro, l’ha rivelata a sé stessa”. Così scriveva sul CorSera Giovanni Testori il 17 gennaio del 1985, all’indomani della storica nevicata che aveva bloccato la gran Milàn. Con la città paralizzata e impreparata all’emergenza, Testori dice “Benedetta tu, sorella neve” (questo il titolo del pezzo, al tempo incompreso e sbertucciato parecchio, persino da Repubblica). Con testoriano fraseggio – scrittura impervia per un quotidiano all’epoca, figurarsi oggi – l’intellettuale lombardo “valorizza il dato naturale, quello di una natura che ci parla e manda un messaggio poetico e disturbante, perché la neve non copre ma rivela, ed è capace di risvegliare un senso di umanità spesso smarrito nella frenesia di tutti i giorni, nel rumore sordo della produttività”, spiega al Foglio Giuseppe Frangi, presidente di Associazione Testori e vicepresidente Casa Testori. Ed è proprio lì, nella casa di Novate, che in questi giorni preolimpici di gelo artico ma di poca neve in pista (cortocircuito interessante: oggi che la neve servirebbe, la natura torna a rispondere a modo suo) ha aperto una mostra collettiva di giovani artisti, accompagnata da un programma di talk, incontri, laboratori, visite guidate e performance (da martedì al sabato, da Casa Testori di Novate Milanese, luogo che riserva sorprese ad ogni visita). “NEVEr alone” è il titolo del progetto multidisciplinare curato da Davide Dall’Ombra – inserito nel denso calendario dei Giochi della Cultura per Milano Cortina 2026 e vincitore del bando Olimpiadi della Cultura promosso da Regione Lombardia – che intreccia arte contemporanea, fotografia, cinema, scienza, storia e letteratura.
Si parte da Testori: al primo opiani della Casa, cuore poetico del progetto, si “rilegge” quel pezzo di Giovanni Testori, accompagnandolo da diapositive inedite in grande formato del fotografo Mario De Biasi. Sono immagini che lui stesso non aveva mai esposto in una mostra, ora recuperate grazie all’Archivio: le vediamo in una sequenza visiva, quasi un filmino dell’epoca, accanto a sei stampe fotografiche. Eccola, la Milano innevata e sospesa tra disagio e incanto, che due maestri come Testori e De Biasi (entrambi annata 1923) raccontano. La “famosa nevicata dell’85” (cit. dall’album che i monzesi Bluvertigo dedicarono all’evento, vari anni dopo) è documentata in mostra anche da altre testimonianze dall’Archivio di Casa Testori, da quello del Corriere della Sera, dal Museo dei Quaderni di Scuola di Milano e dai video della Rai. C’è la cronaca, in parole e immagini, e poi la poesia, nella passione di Testori per la neve che si ritrova anche in testi dedicati, ad esempio, a Gustave Courbet, pittore ottocentesco di innumerevoli paesaggi innevati. Il senso di Testori per la neve ispira poi la grande mostra collettiva al piano terra. Curata da Giacomo Pigliapoco, classe ’91, l’esposizione ha coinvolto una dozzina di giovani artisti: Luca Campestri ha ragionato sulla sofficità della neve con tele di velluto, Silvia Capuzzo ha dipinto quadri sul tema dello scioglimento dei ghiacci, Sara Cortesi ha realizzato piccoli interventi scultorei, delicati come la neve, Stefano De Paolis ha dialogato con l’architettura di Casa Testori così come Chiara Gambirasio mentre Nicola Ghirardelli ha plasmato sculture dedicate alla neve di scarto, Gaia Ginevra Giorgi ha ideato un intervento sonoro diffuso dedicato ai silenzi della neve e Arianna Marcolin ha indagato l’atmosfera sospesa che solo la neve sa generare. Martina Rota ha inventato una performance, Bianca Sophia Schröder ha firmato dipinti astratti dedicati al ghiaccio, Sofie Tobiášová ha lavorato sull’immaginario fantastico e Lei Lei Wu su quello concreto di Novate. Bravi tutti: il magistero di Testori è al solito fecondo.
A Milano la neve manca da tanto (l’ultima volta era il dicembre del 2020: pandemia), ma ancor più si avverte la mancanza di una “benedetta neve” testoriana, qualcosa di non registrabile dall’app del meteo, ma dall’aria che si respira in città. Servirebbe una nevicata capace di rinnovare stupore e magari di tamponare con la bellezza qualche magagna, per lasciare orme nuove, più nitide, sul terreno di quest’anno appena iniziato.