Il 25 aprile 2022 a Milano - foto Ansa

Gran Milano

"Cessate le ambiguità su Israele". È questo lo slogan giusto del 25 aprile

Maurizio Crippa

La forte spaccatura tra l'Anpi, il Pd lombardo e il direttore del museo della Brigata ebraica sui messaggi che saranno portati nella manifestazione per la festa della Liberazione rischia di trasformarsi in una messa sotto accusa di Israele

Per il meteo c’è ancora tempo, si può sempre sperare nella tradizionale soleggiata scampagnata primaverile, con la birra fresca e le bandiere palestinesi e allietata dai soliti slogan dei centri sociali contro la Brigata ebraica, ma il cambiamento climatico del 25 aprile milanese è già oggi evidente e sarebbe puro negazionismo (non climatico) non vederlo. Un mese fa il presidente della sezione milanese dell’Anpi, Roberto Cenati, si era dimesso in profondo disaccordo con le posizioni sulla guerra nella Striscia e con l’uso fatto dall’associazione nazionale del termine “genocidio” per bollare le azioni militari di Israele a Gaza contro: “Un uso improprio”, disse, ma le dimissioni erano la punta di un iceberg più profondo. Qualche settimana fa il consigliere comunale del Pd Daniele Nahum, esponente di spicco della comunità ebraica cittadina, ha lasciato il partito in dissenso con la linea ritenuta troppo filo palestinese del suo gruppo e  della sinistra milanese (il Consiglio comunale non aveva saputo approvare una vera mozione di condanna del 7 ottobre, né stigmatizzare gli slogan antisemiti di certe manifestazioni “free Palestine”).
 

Che una spaccatura esista – e minacci di ribaltare il prossimo 25 aprile in uno scontro ideologico in cui la Liberazione dal nazifascismo, e la fine della persecuzione degli ebrei, si trasformano in una messa sotto accusa di Israele – è chiaro. Ciò nonostante il nuovo presidente dell’Anpi di Milano, Primo Minelli, fa sapere che lo slogan della manifestazione, di cui Anpi è ovviamente portabandiera, sarà un generico “Cessate il fuoco ovunque”. Che ha fatto infuriare il direttore del museo della Brigata ebraica, Davide Romano, perché è sparito il riferimento, su cui c’erano stati conciliaboli, al rilascio contestuale degli ostaggi di Hamas. Ma lo scontro non è solo su Israele. A marciare ci saranno anche esponenti della comunità ucraina, e nemmeno loro accettano quell’ambiguo “cessate il fuoco” che tende a equiparare l’aggressore e l’aggredito.
 

“Non mi pare una piattaforma condivisibile”, ha detto Nahum, “anche perché se i partigiani non fossero stati armati e se gli alleati non fossero intervenuti militarmente staremmo a parlare di un’altra storia”. Minelli per ora si limita a dire che “dal palco il presidente dell’Anpi nazionale Gianfranco Pagliarulo chiederà sicuramente la liberazione degli ostaggi. Su questo non c’è alcuna ambiguità”. Peccato che Pagliarulo sia proprio quello che aveva usato la parola “genocidio”, cercando poi di mettere una pezza peggio del buco: “Impediamo significa che non c’è ancora un genocidio, ma c’è un pericolo che accada”. Lo scorso 25 aprile, un anno fa, Roberto Cenati aveva parlato apertamente anche dell’odio antiebraico: “L’antisemitismo che ha radici secolari si manifesta con frequenza sempre più inquietante”. Quest’anno aspettiamo il meteo.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"