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La Coppa del mondo del panettone a Milano. Dolce business globale

Paola Bulbarelli

Dal 4 al 6 novembre, al Palazzo delle Stelline, c'è la terza edizione della manifestazione. Undici le nazioni presenti, da tutti i continenti

E’ sempre tempo per parlare di panettoni. Non solo ora che a passi svelti ci si avvicina al Natale ma perfino a Ferragosto, ormai diventata la seconda data per mangiarsi una fetta del lievitato per eccellenza. “Certo il panettone è nato qui a Milano”, ricorda Carlo Cracco, presidente e fondatore dell’Associazione Maestro Martino. Per questo è la città meneghina a ospitare, dal 4 al 6 novembre, al Palazzo delle Stelline, la Coppa del Mondo del Panettone, giunta alla terza edizione. Ma se il dolce è senza dubbio nato qui, è ormai un dolce-business globale, e un asset per le pasticcerie “artigianali”.

 

Così sono undici le nazioni presenti, da tutti i continenti, e per la prima volta dall’Africa. 24 i finalisti per la sezione del prodotto tradizionale e 18 per il panettone al cioccolato. “Milano potrà contaminarsi con le esperienze in arrivo da tutto il mondo”, sottolinea l’assessore all’agricoltura, Fabio Rolfi. Sei minuti il tempo massimo per esprimere il giudizio su ogni ‘esemplare’ in gara. “Aroma e sapore sono gli elementi essenziali della valutazione delle due distinte giurie – spiega Giuseppe Piffaretti, l’organizzatore della manifestazione – nel caso del prodotto tradizionale con le 24 valutazioni divise su due giornate, il sabato e la domenica”. L’evento, ben oltre la gara, offrirà al pubblico tre giorni di presentazioni e workshop, con la possibilità di acquistare e assaggiare i panettoni più buoni del mondo. Occasione molto pre sant’Ambrogio per i food lover, di vivere un’esperienza internazionale e partecipare alle presentazioni dei singoli Maestri pasticceri. “Oggi c’è tanta ricerca sul panettone – dice Iginio Massari, presidente di Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana – ma a Natale ci si ricorda della tradizione e si cerca il panettone tradizionale, quello con uvetta, scorze d’arancia candite e cedro. E’ la chimera che l’uomo ha sempre sognato. L’uvetta rappresenta le monete. Le scorze d’arancia candite simboleggiano l’amore. Il cedro è l’eternità”.

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