La Pinacoteca di Brera a Milano (Ansa)

Riaprire gli occhi

Ripartono i musei, alcuni con un nuovo look. E Brera lancia la “card”

Paola Bulbarelli

Poldi Pezzoli, Gallerie d’Italia, Musei civici e tutte le mostre allestite presso le sedi espositive comunali di Milano sono di nuovo a disposizione del pubblico. Riaperture anche a Brescia. Sarà una bella estate

Musei, teatri, luoghi di spettacolo, sedi espositive, luoghi d’arte e cultura rialzano le serrande e la dignità. Spalancano le finestre per far uscire l’odore di muffa e far entrare la vita dopo mesi di buio, silenzio, frustrazioni e depressione. La scossa l’ha data il giallo, colore che fa bene a tutti, e che ha ridato slancio a un settore in ginocchio. “Musei e mostre riaprono le porte ai visitatori, ma il lavoro di ricerca, tutela e divulgazione dei linguaggi dell’arte non si è mai interrotto in questi mesi”, sottolinea Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del comune di Milano. Era una volontà condivisa quella di dare piena realizzazione al diritto alla cultura. “Ora che l’arte è di nuovo accessibile, è importante promuovere anche uno sguardo nuovo sulle sue figure, sviluppando nuovi percorsi di studio e approfondimento per generare una prospettiva sempre più ampia e inclusiva di relazione con la storia e con il presente dell’espressione artistica”. 

 

Pubblico e privato. Poldi Pezzoli, Gallerie d’Italia, Musei civici e tutte le mostre allestite presso le sedi espositive comunali sono di nuovo a disposizione del pubblico in osservanza delle norme previste dal più recente decreto  nazionale. Palazzo reale, Castello sforzesco, Acquario civico, GAM Galleria d’arte moderna  e Museo archeologico hanno già riaperto mentre per quanto riguarda la Pinacoteca di Brera bisognerà attendere martedì 4 maggio per l’adeguamento della nuova concessionaria e del nuovo pagamento. Ma l’esperimento lanciato a Brera, che è museo di stato di interesse nazionale, dal team del direttore James Bradburne è un unicum che potrebbe però attecchire anche altrove. Parte infatti l’èra della tessera (“stile Netflix”, è stato detto) che consente di diventare soci al posto del classico biglietto da visitatore e di accedere sempre a tutti i contenuti che il museo produrrà, in presenza o online. Tra le altre novità, il Museo del Novecento si presenta rinnovato con il completo riallestimento dei due piani dell’Arengario, e il Museo di storia naturale, che espone la propria straordinaria collezione di Mineralogia in una nuova grande sala.

 

Per la riapertura del Planetario, invece, occorrerà attendere il prossimo 8 maggio, mentre la  Collezione permanente del Mudec resterà chiusa al pubblico per i lavori di riallestimento sino al prossimo 16 settembre. E se il Covid darà davvero tregua, l’estate sarà degna dei vecchi tempi: il 20 luglio si potrà inaugurare la grande esposizione sulla scultura del Rinascimento  “Il corpo e l’anima. Da Donatello a Michelangelo”, un coproduzione Castello sforzesco-Louvre che ha già visto la versione parigina, inaugurata a Parigi il 10 ottobre 2020 e purtroppo, nonostante il grande successo critico del progetto, rimasta aperta al pubblico solo dieci  giorni.  L’11 giugno aprirà invece, sempre al Castello, nella Sala del tesoro, una mostra omaggio dedicata a Carlo Porta:  “El sur Carlo milanes”, per le iniziative del Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della morte (1821-2021), visitabile fino al 25 luglio. Aprirà invece il 30 giugno allo Spazio delle Culture “Khaled al-Asaad” al Mudec (fino al primo  agosto) la mostra fotografica “Io sono/I am”, dedicata al tema della migrazione. Una grande retrospettiva di Mario Sironi sarà infine allestita al Museo del Novecento  dal 23 luglio al 31 marzo 2022. 

 

Non solo Milano. Nel vortice delle aperture c’è anche la Fondazione Musei di Brescia. “Vari i fronti di lavoro nei nove mesi su 12 chiusi – spiega Stefano Karadjov, direttore della Fondazione – Abbiamo realizzato due mostre internazionali, una a Mosca sulle incisioni di Dürer e l’altra a Zagabria su Raffaello. In più abbiamo completato i lavori del Capitolium e riaperto il quadrilatero rinascimentale, i duemila metri che circondano il chiostro di Santa Giulia. Ora attendiamo i visitatori, e l’orgoglio italiano di riscoprire la cultura”. 

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