Divergenze Parallele

Leoni (FI): "In Europa servono un esercito e un mercato unico della difesa". Ma Toccalini (Lega) è contrario

Il confronto tra i leader delle giovanili dei due partiti di centrodestra nella puntata del video-podcast del Foglio "Divergenze Parallele"

Massimo Brugnone

Uno è favorevole a un esercito comune europeo, l'altro no. Uno vorrebbe eliminare il sistema dell'unanimità nel Consiglio Ue e vorrebbe un Parlamento europeo con pieni poteri legislativi, l'altro è per l'unanimità ma è favorevole - insieme al primo - all'elezione diretta del presidente della Commissione Ue. Uno vorrebbe dare la cittadinanza italiana agli stranieri che completano l'intero ciclo scolastico in Italia, l'altro vorrebbe delle regole ancora più stringenti. I due, che si sono confrontanti nel video-podcast del Foglio "Divergenze Parallele", sono i segretari nazionali di Forza Italia giovani, Simone Leoni, e Lega giovani, Luca Toccalini.

 

La posizione su esercito e mercato unico della difesa

"Bisogna prendere atto che i 70 anni di pace che l'Europa ha vissuto, non li ha vissuti perché c'erano i fiori o le chitarre degli hippie, ma perché c'erano gli armamenti militari americani a garantirla. Siccome è chiaro che l'America non intenda più garantire la sicurezza per l'Europa, allora bisogna essere all'altezza della sfida". E la sfida, secondo Simone Leoni (FI), la si affronta creando "un esercito europeo che non sostituisca gli eserciti nazionali, ma li affianchi in determinate situazioni". Non solo. "E' fondamentale - sottolinea Leoni - guardare in prospettiva sia alla creazione di un corpo militare europeo sia a un mercato europeo unico della difesa. Perché in termini di spesa, per quelli che sono oggi gli obiettivi che come paesi Nato dobbiamo raggiungere, se agissimo come mercato europeo unico della difesa potremmo in maniera molto più serena raggiungerli. E potremmo farlo, paradossalmente, spendendo meno di quello che si spenderebbe senza".

 

Di parere opposto Luca Toccalini (Lega): "Noi siamo contrari all'esercito comune europeo. Abbiamo un esercito tra i migliori nel continente europeo e non solo. E soprattutto abbiamo l'Alleanza Atlantica, la Nato, già operativa su alcune missioni. Il coordinamento, per quanto ci riguarda, deve andare assolutamente in quella direzione". Toccalini si dice preoccupato di "come vengono gestite alcune partite dal punto di vista economico all'interno della Commissione europea, non oso immaginare se dovesse esserci una copia della Von der Leyen a gestire un esercito europeo i problemi che nascerebbero". Dopo di che, però, il leader dei giovani leghisti sottolinea come debba "sicuramente esserci una collaborazione", però  per "la difesa dei nostri singoli stati".

 

L'elezione diretta della Commissione Ue e il sistema dell'unanimità

"Non solo del presidente della Commissione europea, ma anche della commissione europea in generale, porterebbe risultati magari completamente diversi rispetto a quelli che ci sono oggi". Luca Toccalini è "convinto che Ursula von der Leyen non sarebbe attualmente per la seconda volta la presidente della Commissione Ue con un'elezione diretta".

 

"L'Europa va cambiata per farla funzionare meglio", afferma Simone Leoni. "Però bisogna avere il coraggio di fare un salto di qualità e quindi penso non solo alle elezioni dirette del presidente della Commissione Ue, che secondo me sarebbe sacrosanto, ma anche all'unificazione del ruolo con quello di Presidente del Consiglio europeo così da dare maggiore forza a una figura che possa rappresentare internamente e esternamente gli interessi europei sui tavoli che contano". Non solo. "Mi concentrerai anche sul dare il potere di iniziativa legislativa al Parlamento europeo che è l'unico Parlamento al mondo che non ha il potere di iniziativa legislativa".

 

"L'altro cambio di passo" auspicato dal leader dei giovani di Forza Italia Simone Leoni "è quello sulla fine della regola dell'unanimità. Si può ragionare su un meccanismo a consenso estremamente rafforzato". E questo perché "pensare di tenere imbalsamata l'intera Europa solo perché magari un minuscolo paesino ha una posizione diversa e mette il veto è impensabile". Ma su questo punto è contrario Luca Toccalini, secondo cui "il sistema dell'unanimità ha salvato l'Unione europea da alcune follie green e alcune iniziative  lato immigrazione. Poi capisco che ovviamente tanti paesi sono diversi l'uno con l'altro, però questo è il motivo per cui noi cerchiamo sempre di chiedere un po' più di sovranità agli stati nazionali e poi in collaborazione con gli altri paesi europei portare avanti le istanze del continente".

 

Cittadinanza italiana agli stranieri

Per quanto riguarda la cittadinanza italiana agli stranieri, Simone Leoni sottolinea come "una parte dello Ius Italiae è stata già approvata anche con il consenso degli alleati. Mi riferisco alla parte della nostra proposta che prevedeva la fine del mercato delle cittadinanze con un sistema per cui potevi richiedere la cittadinanza italiana anche se non parlavi di fatto italiano e se l'unico legame con l'Italia erano presunti parenti morti nel 1861. Sulla parte che riguarda invece i bambini nati in Italia da genitori stranieri che completano tutto l'intero ciclo scolastico - perché questa era la nostra proposta, differente e alternativa a quella della sinistra - è chiaro che non si è trovata una condivisione con gli alleati". Capitolo chiuso quindi? Leoni dice che "su questa cosa noi continuiamo a pensarla così, non si è trovato un accordo all'interno del governo, però questa rimane comunque la nostra proposta".

 

A conferma della posizione contraria, Luca Toccalini ricorda come la Lega abbia "proposto nelle settimane scorse un rafforzamento dell'attuale normativa sulla concessione della cittadinanza, addirittura cercando di ragionare anche sulla possibilità di una cittadinanza a punti". Questo "perché non è normale che magari qualcuno ottenga dopo anni la cittadinanza e poi delinque e fa tutto meno che integrarsi. Meno che sentirsi orgoglioso di essere italiano". Al contrario, commenta Toccalini, ci sono "tantissime belle storie che dimostrano che l'attuale norma sulla cittadinanza può solo essere migliorata, ma in senso restrittivo, anche perché siamo il paese che conferisce più cittadinanza italiane". Già oggi ottieni la cittadinanza prima dei 18 anni "se hai genitori che nel diventano cittadini italiani, come i casi più mediatici di Paola Egonu e di Miriam Sylla che sono diventate cittadine italiane a 15 o 16 anni perché i genitori si sono perfettamente integrati e hanno ottenuto la cittadinanza".

 

L’intera puntata del video-podcast “Divergenze parallele” è disponibile oltre che sul Foglio anche su tutte le piattaforme video e audio.