Marco Travaglio - Elaborazione grafica de Il Foglio

Inchiesta sul metodo Travaglio: il regime dell'inquisizione a nudo

Redazione

Leggi l'inchiesta di Federica Graziani e Luigi Manconi sul Foglio di oggi

Oggi in Italia viviamo in un clima in cui il rigore rifiuta la clemenza, in cui non c’è punizione che sembri eccessiva se meritata. Grillo al primo Vaffa-Day aveva indicato Travaglio come futuro ministro di Grazia e Giustizia. Perché rispecchia quella volontà di rivalsa che si trova alla radice del giustizialismo morale. La delazione ininterrotta, l’epurazione.

Nel Foglio di oggi c’è un’inchiesta sul “metodo Travaglio” di Federica Graziani, studiosa di filosofia e di letteratura e consulente dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, e di Luigi Manconi, ex presidente della Commissione diritti umani del Senato e direttore dell’Unar. Il metodo Travaglio è quel sistema che ha fatto da miccia, veicolo e megafono al violento giustizialismo morale che oggi guida l’Italia. Ha usato un vocabolario aggressivo e militarizzato. Stuzzicato e fomentato le fantasie punitive e vendicative. L’esasperazione del sospetto. Una concezione paranoica e delatoria della società.


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Il regime dell’inquisizione a nudo: che fare ora che i già “caustici” e “urticanti” dissacratori del sistema sono diventati turibolanti corifei e colonne portanti dell’attuale governo? C’è meno gusto a criticare Travaglio, oggi che è diventato a pieno titolo uomo del regime: c’è meno gusto, ma forse qualche ulteriore motivo per farlo.

Perché Travaglio ha seminato, più di tanti altri, la mentalità che ha agevolato il successo dei populisti a cinque stelle. È naturale che se ne faccia alfiere. Ma è proprio qui che rivela la sua debolezza: la condivisione dei contenuti e del programma diventa adesione militante, eccesso di zelo, entusiasmo non controllato.

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