referendum
Cinque semplici ragioni, senza troppi tecnicismi, per cui votare Sì
Un giudice davvero terzo, meno errori giudiziari, magistratura libera dal correntismo, toghe più responsabili e una giustizia più efficiente
Ci sono tante ragioni per cui votare Sì al referendum sulla riforma Nordio. Ne illustriamo cinque, senza scendere troppo nel tecnicismo (rimandando per i dettagli ai numerosi interventi di giuristi, magistrati, intellettuali e politici raccolti in precedenza su queste pagine).
Un giudice davvero terzo
Oggi il giudice appartiene alla stessa categoria del pubblico ministero, cioè dell’accusatore. Questo significa che tutte le decisioni che riguardano la sua carriera (come trasferimenti, nomine e valutazioni di professionalità) vengono adottate da un Consiglio superiore della magistratura nel quale siedono anche i pm. Una commistione illogica, che genera inevitabili condizionamenti. La separazione delle carriere, con la creazione di due diversi Csm (uno per i giudici e uno per i pm) consentirà finalmente di affermare a pieno il principio costituzionale della terzietà del giudice e del giusto processo: il cittadino avrà la serenità di entrare in un’aula di giustizia sapendo che il giudice non appartiene più alla stessa categoria del pubblico accusatore, e quindi sarà libero da qualsiasi condizionamento.
Meno errori giudiziari
Proprio in virtù della liberazione del giudice da qualsivoglia contaminazione con il pm, è ragionevole attendersi una riduzione dei casi di ingiusta detenzione e di errori giudiziari. Oggi il giudice tende ad appiattirsi alle tesi accusatorie, soprattutto nelle indagini: le richieste dei pm restrittive della libertà delle persone vengono accolte dal gip in oltre il 90 per cento dei casi. Con la separazione delle carriere, e quindi la creazione di due governi autonomi, il giudice potrà assumere in piena serenità anche decisioni sfavorevoli alle richieste dei pm, riducendo così il rischio di arresti o di rinvii a giudizio ingiusti.
Magistratura libera dal correntismo
Oggi l’elezione e l’attività del Csm sono profondamente influenzate dalle correnti che animano l’Associazione nazionale magistrati. Con l’introduzione del sorteggio, le correnti non potranno più condizionare l’elezione dei due futuri Csm. Inoltre il sorteggio spezza il legame tra i magistrati che vengono eletti al Csm e i colleghi elettori: i consiglieri dei Csm, eletti tramite sorteggio, saranno pienamente liberi di adottare decisioni che riguardano le carriere dei magistrati, senza alcuna influenza esterna dovuta all’appartenenza alle correnti, come avviene oggi, facendo prevalere il merito sulle logiche di cordata. Il superamento del correntismo permetterà ai due Csm anche di compiere serie valutazioni di professionalità dei magistrati. Oggi il 99,2 per cento delle toghe riceve valutazioni positive dal Csm, anche in presenza di errori giudiziari o ritardi astronomici nell’attività.
Toghe più responsabili
Oggi i comportamenti illeciti dei magistrati sono valutati da una sezione disciplinare interna al Csm e composta in maggioranza da magistrati eletti dai propri colleghi. Questa situazione porta a evidenti condizionamenti, anche correntizi, confermati dai dati. Oltre il 90 per cento degli esposti contro le toghe viene archiviato ancor prima di arrivare a un procedimento disciplinare. Negli ultimi cinque anni il 75 per cento dei magistrati sottoposti ad azione disciplinare è stato assolto o ha ricevuto un non luogo a procedere. Per 6.485 casi di ingiuste detenzioni, tra il 2017 e il 2025 sono stati sanzionati soltanto dieci magistrati (nove con la sanzione minima della censura e uno con il trasferimento di sede). Con la creazione di un’Alta corte, sempre composta in maggioranza da magistrati ma scelti tramite sorteggio, il potere disciplinare viene finalmente sottratto al controllo delle correnti e ai condizionamenti dovuti al rapporto eletto-elettore.
Una giustizia più efficiente
Oggi circa la metà dei processi finisce con l’assoluzione degli imputati: sono processi che non sarebbero dovuti arrivare neanche a dibattimento. Il filtro più rigoroso da parte del giudice nelle indagini porterà a una diminuzione dei rinvii a giudizio e quindi dei processi basati su accuse infondate. Un altro contributo all’efficienza della giustizia arriverà dal superamento del correntismo: i dirigenti degli uffici giudiziari (requirenti e giudicanti) saranno nominati perché sono più bravi e non perché appartengono a determinate correnti. Infine, l’affermazione di un sistema più rigoroso di valutazione professionale e di giustizia disciplinare disincentiverà i magistrati dal portare avanti inchieste basate più su teoremi che su prove.
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