referendum sulla giustizia

L'audio del senatore Vassalli al Financial Times che smaschera il fronte del No

Il comitato Mario Pagano per il sì smentisce le ricostruzioni di alcuni quotidiani secondo cui l'intervista a Torquil Erickson non esiste. Ecco la registrazione in tre spezzoni in cui Giuliano Vassalli denuncia il peso della magistratura come ostacolo alle riforme della giustizia

Redazione

L'intervista di Giuliano Vassalli al Financial Times esiste e nel colloquio con il giornalista Torquil Erickson il senatore dice che "la magistratura è il più forte gruppo di pressione che abbiamo conosciuto". Dopo le polemiche e le ricostruzioni dei giorni scorsi che hanno negato l'esistenza delle parole di Vassalli, il "Comitato Mario Pagano" per il sì ha pubblicato l'audio del colloquio del senatore con il giornalista inglese: "In quarant'anni non c'è mai stata una legge in materia di giustizia che non sia stata ispirata e voluta dalla magistratura", dice Vassalli. Una revisione dell’ordinamento giudiziario – spiega il senatore – non può essere realizzato perché impedito dalla stessa magistratura, divenuta un gruppo di pressione così forte da bloccare qualsiasi riforma della giustizia. 

Le parole di Vassalli sono state diffuse dal presidente del comitato, l'avvocato Bruno Larosa, attraverso la registazione di un'audiocassetta datata febbraio 1987. Abbiamo diviso il lungo colloquio in tre spezzoni che potete ascoltare premendo play ai video di seguito pubblicati. 

 

 

“I magistrati hanno un potere tale da essere il più formidabile gruppo di pressione palese che noi abbiamo avuto in Italia. Quindi non vogliono cambiare niente”, continua Vassalli, aggiungendo che “la forza dei magistrati e la loro capacità di penetrazione e lo strumento che hanno nel Csm fanno sì che difficilmente ci saranno dei cambiamenti nell’ordinamento giudiziario”.

 

 

Quando il giornalista gli chiede della sovranità del Parlamento, Vassalli risponde che il potere legislativo “è a sovranità limitata dalla magistratura sulle questioni di giustizia, come nei paesi dell’est europeo”, che all’epoca dell’intervista, nel 1987, facevano ancora parte dell’Unione sovietica.

 

 

 

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