Antonio Di Pietro (Ansa), Filippo Facci (Ansa)

Diversamente alleati

Facci e Di Pietro insieme per il Sì. Puoi sceglierti i nemici, non gli alleati: una regola di igiene politica

Giuliano Ferrara

Non guardare chi sta al tuo fianco, ma guarda bene chi ti sta di fronte. Una posizione radicale, magari nel nome del minoritario Pannella morto giusto dieci anni fa, e grossolanamente estremista, per giunta, ma una posizione chiara in favore del sistema delle libertà civili

La compresenza sul palco del Sì di un eroe della democrazia repubblicana come Filippo Facci, prolifico e disarmato bastonatore dell’ignobile campagna contro i partiti e Craxi nata dalle inchieste di Milano, tanti anni fa, e dell’eroe della persecuzione giudiziaria con gli arresti a grappolo, Antonio Di Pietro, dimostra che aveva ragione il grande sociologo francese e iperliberale Raymond Aron. Puoi sceglierti i nemici, non gli alleati. Una regola di igiene politica alla quale attenersi senza tentennamenti o indugi, sempre. Vale anche per la nostra imbarazzante vicinanza a tipacci come l’abominevole Trump (Sofri copyright), l’impomatato Hegseth capo del Pentagono, i ministri Smotrich e Ben-Gvir, suprematisti ebraici di Gerusalemme. Nessun imbarazzo, se l’alternativa sono Ali Larijani o Mojtaba Khamenei o altri aguzzini della specie che impiccano chi protesta o lo fucilano per strada senza tanti complimenti e tramano per la bomba nichilista e antisemita. Così come nessun imbarazzo è possibile nell’abbraccio con Tonino Di Pietro, al quale questo fogliuzzo dedicò le devastanti controinchieste di Marcenaro nell’anno del Grande Terrore giustizialista, e uno di noi una campagna elettorale kamikaze nel Mugello capace di sollevargli la sottana anche nel momento del trionfo con le incursioni di un pazzo, alleato dei fascisti, nelle Case del popolo di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio. Chi ami è secondario, in fondo, l’importante è una buona detestazione.

 

Spiace per il cristianesimo glorioso e per il liberalesimo floscio, ma prima di amare o rispettare il tuo nemico, grande brocardo dell’umanità post Christum natum e regola procedurale di una società aperta, devi averlo moralmente abbattuto, e in fondo amarlo alla cristiana è solo un altro modo di detestarlo, svuotarlo, sconfiggerlo. Oggi salirei sul trattore rosso di Tonino, come Facci, e assisterei senza patemi all’ovazione in piedi tributatagli al Franco Parenti dalla bella assemblea di fasci liberali con la mia Ducia preferita, pur di avere ragione della protervia da scrivania di quelli che vogliono salvare correnti e inciuci della magistratura militante per tenere sotto la democrazia e la politica, i nostri mullah del partito del No, raffinatissimi sofisti dell’intimidazione. Hanno la pretesa di spacciare per antimelonismo antifascista il voto più antiliberale e più antiantifascista che si possa dare, quello favorevole col No all’indegno prepotere di una casta togata sui diritti del cittadino e dell’elettore libero. Oggi tutta quella brava gente (e anche quella meno brava) che l’eroe di Mani Pulite rastrellò a suo tempo con mezzi eccezionali e barbarici, in combutta confessa, il sostituto procuratore, con il giudice Italo Ghitti che confermava automaticamente gli arresti dentro un’unica carriera e corrente, dovrebbe salire sul trattore rosso senza esitazioni, in nome della legge Aron: fottitene di chi sta al tuo fianco, guarda bene chi ti sta di fronte.

 

Una posizione radicale, magari nel nome del minoritario Pannella morto giusto dieci anni fa, e grossolanamente estremista, per giunta, ma una posizione chiara in favore del sistema delle libertà civili. Prendi la mira civile contro chi difende l’oligarchia mascherandosi dietro l’onnipotenza della legge e il totalitarismo del diritto storto.

  • Giuliano Ferrara Fondatore
  • "Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.