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il caso
Aimi (Csm):"Le parole di Gratteri al Foglio sono gravissime. Predisposta richiesta di apertura pratica"
"Le frasi intimidatorie del procuratore sono irriguardose e difficilmente conciliabili con l’appello al rispetto dei toni e al confronto civile richiamato da Mattarella. Sottoporremo la pratica agli altri componenti del Consiglio superiore della magistratura", dice il Consigliere laico del Csm
"Le frasi intimidatorie di Gratteri sul Foglio sono gravissime, ledono libertà di stampa". Così il Consigliere laico del Csm Enrico Aimi, esprimendo piena solidarietà alla redazione de Il Foglio e alla giornalista destinataria delle dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri. "Le parole rivolte al quotidiano – con il riferimento al fatto che “dopo il referendum faremo i conti” – appaiono gravissime e del tutto inappropriate, soprattutto perché pronunciate da un magistrato che ricopre l’ incarico di Procuratore della Repubblica e che, proprio per questo, è tenuto a una rigorosa osservanza dei principi di equilibrio, misura e rispetto del libero esercizio dell’attività giornalistica", si legge in una nota.
"La libertà di stampa rappresenta un presidio fondamentale della nostra democrazia e non può essere oggetto di pressioni, neppure solo verbalmente evocate, soprattutto da parte di chi esercita funzioni requirenti", prosegue Aimi, sottolineando che "le dichiarazioni attribuite al procuratore Gratteri risultano inoltre irriguardose e difficilmente conciliabili con l’appello al rispetto dei toni e al confronto civile richiamato dal presidente della Repubblica nel corso del recente plenum del Consiglio superiore della magistratura. Per tali ragioni, – prosegue la nota – il Consigliere Aimi annuncia di aver predisposto una richiesta di apertura di una pratica, che sottoporrà agli altri componenti del Csm affinché l’accaduto possa essere valutato nelle sedi competenti, nell’interesse della credibilità della magistratura e della tutela dei principi che regolano il corretto rapporto tra giustizia e informazione".
"Voglio esprimere la mia piena vicinanza alla redazione de Il Foglio e alla giornalista Ginevra Leganza per le parole pronunciate dal procuratore di Napoli", scrive in una nota Claudia Eccher, anche lei consigliera laica del Csm. "È gravissimo che un magistrato utilizzi espressioni che suonano come una minaccia nei confronti della stampa che esercita legittimamente il diritto di cronaca. La libertà di informazione è un pilastro della nostra democrazia e non può essere oggetto di pressioni, neppure verbali, da parte di chi esercita funzioni così delicate. Le parole di Gratteri – prosegue Eccher – rappresentano il punto più alto di una escalation di toni sempre più aggressivi da chi parteggia per il 'No' nel corso di questa campagna referendaria e dimostrano, ancora una volta, il mancato rispetto dell'invito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad abbassare i toni e a riportare il confronto sul terreno del merito". Da un procuratore della Repubblica, secondo Eccher, "ci si aspetterebbero equilibrio, misura e senso delle istituzioni. Parole di questo tipo non solo sono inaccettabili, ma risultano offensive per la toga che indossa. Gratteri dovrebbe preoccuparsi meno delle apparizioni televisive e più di esercitare con equilibrio e lealtà il ruolo di servitore dello stato che la sua funzione richiede", conclude.
Le parole di Gratteri
Il procuratore di Napoli, ospite fisso di La7 e noto volto della campagna referendaria per il No, aveva lasciato intendere in tv che il vincitore del festival di Sanremo, autore della canzone "Per sempre Sì", avrebbe in realtà votato No. Ma lo stesso Sal Da Vinci ha smentito. Interpellato dal Foglio su questo episodio, Gratteri ha detto che scherzava, che era un gioco con il conduttore Massimo Gramellini, che bisognava ridere. Fin qui, una scaramuccia. Ma poi, nel mezzo dell'intervista, il procuratore ha cambiato registro. "Senta, con voi del Foglio – ha detto – se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti". I conti come? "Nel senso che tireremo una rete". Un avvertimento che non suona come una battuta.